Analisi Ncr: «L’euro congelerà i consumi»

03/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Commercio – Un’analisi Ncr evidenzia i timori della distribuzione: Italia e Francia più a rischio

    «L’euro congelerà i consumi»
    Per le catene commerciali il changeover può provocare un aumento dei costi (+5,3% la media Ue)
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Consumatori ancora disorientati, negozianti impreparati, costi in netto rialzo per le società commerciali (+5,3% in media) e, in aggiunta, un generalizzato timore che, soprattutto in Italia e Francia, l’introduzione dell’euro si traduca in una pesantissima doccia fredda per i consumi delle famiglie. Questo il quadro che emerge dall’analisi sulle valutazioni delle imprese distributive europee nei confronti dell’euro, condotta tra agosto e metà settembre dalla società internazionale di consulenza Gartner group per conto della multinazionale Ncr, attraverso interviste al top management. Innanzitutto, tra le imprese della distribuzione di Italia, Francia, Spagna e Germania, è opinione diffusa – sottolinea l’indagine Ncr – che i consumatori non siano preparati all’introduzione dell’euro. Il 71% delle società commerciali si considera preparato e in grado di gestire la conversione all’euro, ma solo il 28% dei distributori crede che i consumatori siano pronti all’introduzione dell’euro. E la preoccupazione principale è che tutto ciò si traduca in un blocco degli acquisti, soprattutto nel periodo di doppia circolazione, mentre è probabile che a fine anno ci sia invece un boom degli acquisti. Nell’attesa dell’introduzione dell’euro – rileva l’indagine – metà dei retailer francesi crede che la propensione all’acquisto dei consumatori sia destinata a crescere, mentre il 50% dei retailer spagnoli si aspetta che diminuisca. La maggior parte dei retailer tedeschi e italiani ritiene, invece, che rimarrà invariata. Per l’Italia si annuncia una doccia fredda a inizio 2002. Nel periodo della doppia circolazione il 67% delle società commerciali francesi e il 65% di quelle italiane si aspetta – registra l’analisi Ncr – una diminuzione dei consumi, pari al 4% almeno. I timori di un crollo dei consumi sono relativi solo a Italia e Francia. Di contro il 52% dei retailer spagnoli ritiene che la propensione all’acquisto aumenterà in questo periodo, mentre il 60% dei retailer tedeschi reputa che la spesa delle famiglie si manterrà stabile. L’indagine ha poi registrato una previsione generalizzata delle imprese commerciali su un netto incremento dei costi generali. Il 54% dei retailer intervistati stima che i propri costi cresceranno del 5,3% circa in media: le tecnologie software e hardware rappresentano le aree di investimento più consistenti – sottolinea l’analisi – insieme con le attività di formazione, marketing e anche di gestione di monete e banconote. Da più parti sono stati sollevati poi dubbi sulla possibilità che i rincari dei costi generali per le imprese commerciali possano essere riversati sui prezzi finali. «Sebbene molti retailer si stiano adoperando per rassicurare i consumatori sul fronte dei prezzi dei beni di consumo, la gente avrà anche bisogno di essere aiutata a familiarizzare con la nuova moneta e con il suo valore e potere d’acquisto all’interno dei punti vendita» sottolinea Alberto Camuri, top manager di Ncr. Al riguardo l’indagine ha rilevato che, a giudizio dei gruppi distributivi, i vari Governi nazionali sono stati finora relativamente assenti nel comunicare l’euro ai cittadini e nell’affiancare le società distributive nell’affrontare questa prova impegnativa. Infine, l’indagine Ncr ha sottolineato che l’Italia è il Paese più a rischio in Europa sul fronte della carenza di circolante in euro in vista del changeover. L’Italia, cioè, è il Paese con la minore percentuale di imprese con piani di emergenza in caso di carenza di stoccaggi di euro nella fase di doppia circolazione.
    Mercoledí 03 Ottobre 2001
 
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