“Analisi” Ma il governo resta assediato (M.Franco)

07/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    LA NOTA

      Passata la paura della crisi
      Ma il governo resta assediato

      Ormai secondario il caso Visco, si temono i veleni delle intercettazioni

        di Massimo Franco

          Verrebbe da dire che il «sì» del Senato è l’unica notizia buona per il governo. L’ostacolo è stato saltato, ma da un’Unione esausta. Di più: avvelenata dal sospetto di faide interne, e dall’annuncio di intercettazioni che promettono di schiacciare la maggioranza, e soprattutto i Ds, sulla difensiva; e di alimentare lo schema accusatorio del centrodestra, secondo il quale le mosse di Vincenzo Visco sarebbero connesse con le indagini su Unipol: anche se la maggioranza smentisce. Ma ormai la sorte di Visco è secondaria, rispetto alla resa dei conti che sta prendendo corpo.

          Le notizie che danno in arrivo una serie di telefonate imbarazzanti riguardanti fra l’altro l’attuale ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, anticipano un fronte più insidioso. La durezza con la quale il ministro dell’Economia, Tommaso Pa- doa-Schioppa ha liquidato il generale della Gdf Roberto Speciale e difeso Visco, si spiega con l’esigenza di rassicurare i Ds. Quando però Europa, giornale della Margherita, invita a «scappare dalla foresta pietrificata dei berlusconi e dei prodi», scritti in minuscolo, è netta la sensazione di un Esecutivo lacerato e assediato dall’interno.

          Parte della coalizione difende il Professore soprattutto perché teme che la sua caduta regali al Paese altri anni col Cavaliere a palazzo Chigi. Sono sintomi di una situazione torbida, che il voto di ieri sera a palazzo Madama ha mostrato. Le contestazioni contro il ministro dell’Economia; la seduta sospesa per i cartelli contro Visco; i dieci documenti presentati: sono istantanee di un clima esasperato; e del tentativo berlusconiano di tenere sotto pressione la maggioranza.

          La spallata è fallita perché la paura di una crisi rimane più forte di ogni altra considerazione. L’impressione, tuttavia, è che Prodi resista anche perché Berlusconi preferisce il suo logoramento alla sua caduta: almeno per ora. Ma dietro le parole d’ufficio su un governo destinato a durare per cinque anni, cresce il sentore di una legislatura avviata al voto anticipato. Il caso Visco- Speciale è stato il primo banco di prova della tenuta della coalizione. Il problema sono gli altri ostacoli che si profilano; e in particolare quelli imprevisti, sui quali il governo rischia di inciampare.

          Sabato ci sono le manifestazioni contro la visita del presidente Usa, George Bush, a Roma. E domenica si voterà nei ballottaggi, con l’incognita della provincia di Genova, roccaforte rossa in bilico. Ma per Prodi, il vero problema è la fragilità politica del governo: così patologica, ormai, da trasformare qualunque scadenza in un’incognita dalla quale il centrosinistra può anche riemergere indenne. Ma appare sempre più debole e inseguito dai fantasmi di una crisi senza soluzioni di ricambio.