“Analisi” La Grande Coalizione populista (C.Bastasin)

06/12/2006
    mercoled� 6 dicembre 2006

    Prima Pagina (segue a pag.35) – E ditoriale

        LA GRANDE
        COALIZIONE
        POPULISTA

            La Grande coalizione del populismo non ha fatto fatica a trovare un accordo ieri in Commissione Bilancio. Votando insieme, i rappresentanti dell’Unione e della Casa delle Libert� hanno approvato un emendamento all’articolo 1 della Finanziaria che dispone che eventuali maggiori entrate, derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano destinate a ridurre le tasse.

              Il debito pubblico italiano � il pi� alto dell’Unione europea, da alcuni anni � tornato a crescere e il piano di rientro fissato dalla legge Finanziaria � pur sempre appeso a un’incertezza molto forte che riguarda proprio le entrate fiscali messe a bilancio. Eppure non c’� stata alcuna esitazione a destinare eventuali entrate, con l’ipocrita qualifica di �qualora permanenti�, a compiacere l’elettorato. Anzi s�, un’obiezione c’� stata: l’Udc non ha votato l’emendamento, non per� per un sussulto di rigore, ma perch� voleva anticipare gi� ora il calo delle tasse visto che entrate maggiori delle attese sono all’ordine del giorno, come ha testimoniato ieri il viceministro Vincenzo Visco.

                L’Udc non avrebbe avuto bisogno di astenersi tanto coraggiosamente, perch� � stata subito rincorsa dai vertici della Commissione che hanno confermato che s�, in effetti, la riduzione delle tasse potr� avvenire gi� nel 2007. Il populismo � un piano inclinato, ha una sua dinamica inarrestabile.

                  Ve l’immaginate un governo che a settembre del 2007 dica: �Ci dispiace, vi abbiamo annunciato una guerra senza quartiere all’evasione, ma ahinoi non abbiamo recuperato nulla, quindi non possiamo tagliare le tasse�.

                    Nient’affatto: dall’evasione Visco dovr� dimostrare di aver ottenuto ci� che si era proposto. Quindi � come se quei soldi fossero gi� stati spesi prima ancora di entrare.

                      Ma � per una nobile causa. Per aiutare gli incapienti e forse per aumentare le pensioni minime. E siamo assolutamente d’accordo che � doveroso farlo. Allora per� si introduca un semplice meccanismo: ridurremo altre spese correnti in misura analoga e corrispondente in modo da assicurare che il debito pubblico italiano possa calare anzich� distruggere il futuro dei nostri figli: vediamo se lo votereste ancora quell’emendamento per i poveri incapienti!

                        L� s�, sarebbe davvero utile l’intesa tra i poli: sulle spese da tagliare, non sulle tasse da ridurre. D’altronde di questa difficile Legge Finanziaria c’� da salvare quasi solamente il rigore con cui Tommaso Padoa-Schioppa ha difeso il saldo di bilancio e di come il ministro ha rimesso i conti pubblici italiani – se non ci saranno troppe sorprese – sulla rotta del possibile risanamento. C’� da chiedersi che cosa succederebbe senza l’ancoraggio europeo e senza personalit� che ne hanno consapevolezza e che controbilanciano gli istinti populisti.

                          Perch� la logica dei benefattori ha una sua ingenua malizia: se le cose vanno un po’ meglio del previsto non � forse questo il momento per aiutare chi sta peggio? E’ esattamente il contrario: se le entrate fiscali aumentano perch� l’economia va meglio del previsto, allora questo � il momento per ripagare i debiti che in passato abbiamo accumulato frinendo come cicale nel bello e nel cattivo tempo. E’ quel debito pubblico che impedisce di aiutare i pi� deboli quando le cose vanno peggio, non quando vanno meglio