“Analisi” Follini: «Un nuovo centrosinistra con i riformisti dei due poli»

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Pagina 4 – Interni

      L�INTERVISTA

      "Gli attuali blocchi sono ostaggio entrambi di interessi particolari e di premiership attempate"

        Follini: �Un nuovo centrosinistra
        con i riformisti dei due poli�

        casini
        Non ho capito
        che vuole fare,
        dice che la Cdl �
        finita ma resta
        nei confini del
        centrodestra

        amato
        Ha ragione Amato:
        e continua cos� c��
        il rischio che si alzi
        di molto il tasso di
        populismo

        la cdl
        I moderati devono
        liberarsi della gabbia
        della Cdl e dell�ombra
        di Berlusconi

        l�unione
        La sinistra moderata e
        riformista si deve liberare
        della morsa degli antagonisti

          ROMA – Se i riformisti e i moderati dell�Unione �si liberano dalla morsa dell�antagonismo e della conservazione sociale�, un altro centrosinistra � possibile. Scomponendo e ricomponendo gli attuali poli, per arrivare a quella �coalizione di mezzo� che riesca finalmente a fare le riforme di cui ha bisogno il Paese. E� il disegno dell�ex segretario Udc, Marco Follini, che sogna un sistema politico che faccia a meno di Prodi e Berlusconi.

          I fischi, senatore Follini. Berlusconi ha una sua contabilit�, sostiene di averne presi meno di Prodi. Anche lei sta tenendo il conto?

            �Oggi sono tanti i fischi contro Prodi, ieri erano tanti contro Berlusconi e domani se ne alzer� una salve all�indirizzo del prossimo leader, perch� se il fischio � diventato cos� bipartisan � il segno di un problema pi� profondo delle difficolt� che incontra questo o quel governo�.

            Gli ultimi sondaggi ci restituiscono l�immagine di un Paese che non ha pi� fiducia nella sua classe politica, che non vede differenze tra chi c�� oggi a palazzo Chigi e chi c�era prima, dove ciascuno pensa solo al suo "particulare". Come si rimettono insieme i frammenti dello specchio?

              �La politica l�abbiamo organizzata cos� male, in questo ping-pong bipolare, che dobbiamo ripensarla. Perch�, se continuiamo di questo passo, concordo con Giuliano Amato: il rischio � che si alzi di molto il tasso di populismo che ha gi� raggiunto da molti anni una soglia critica�.

              Nella maggioranza intanto si assiste a questo tormentone sulla "fase due". Nella prima Repubblica cosa sarebbe successo se il segretario della Dc, come ha fatto Piero Fassino due giorni fa, avesse preteso da palazzo Chigi �una correzione di rotta�? Si sarebbe aperta una crisi di governo?

                �Forse s�, ma a quei tempi in politica si usava l�eufemismo. Cos� quando De Gasperi defin� quello di Pella un "governo amico" a tutti sembr� quasi un insulto. Oggi invece si sparano cannonate di parole sperando di far breccia nell�indifferenza�.

                Veniamo al punto: la fiducia nel governo � ancora in calo, anche tra gli elettori dell�Unione c�� disaffezione. Sar� sufficiente il �cambio di passo� che auspica Fassino o serve altro?

                  �Purtroppo vedo una coazione a ripetere. La rigidit� degli attuali blocchi li rende prigionieri degli interessi particolari e fatalmente conservatori, ostaggio entrambi di due leadership attempate. E lo dico perch� Berlusconi e Prodi calcano la scena da pi� di dieci anni. Dunque, se questo � il problema, la soluzione non � come correggere la rotta, ma come costruire un altro equilibrio politico, prendendo atto che quello che c��, a dispetto della sua forza apparente, non regge pi�.

                  Propone quindi un altro centrosinistra?

                    �Io dico che serve un altro centrosinistra. Molto, ma molto, ma molto diverso da quello che c��. La sinistra moderata e riformista si deve liberare dalla morsa dell�antagonismo e della conservazione sociale. E il centro moderato si deve liberare dalla gabbia del centrodestra, oltre che dall�ombra di Berlusconi. Io chiedo al centro e alla sinistra riformista di battere un colpo, poi si vedr� se i due colpi ci sono e possono essere sinergici. Quello che mi preme dire � che, se si vogliono affrontare i problemi del Paese – dalle pensioni alle liberalizzazioni, alla promozione del merito – occorre rendere pi� forte l�arco della ragionevolezza, quello in cui purtroppo questo bipolarismo ha scavato la sua breccia�.

                    Il bipolarismo ha consentito in questo Paese l�alternanza democratica tra le coalizioni. Lei invece vorrebbe rifare il centro?

                      �Il mio messaggio � a tutti i centristi, a cui rivolgo sommessamente l�invito a rompere uno stampo che ha reso tutti noi pi� deboli e irrilevanti in questi anni. Non mi convince un�operazione nostalgia, che non mi appartiene, ma sono dell�idea che la modernizzazione del Paese ha bisogno che si torni a coltivare la met� campo. A una difficolt� cos� grande come quella che sta vivendo il Paese si offre da pi� parti il rimedio della Grande Coalizione, che rientra nella categoria delle cose belle e impossibili. Forse � pi� praticabile l�idea di una coalizione di mezzo�.

                      In fondo Pier Ferdinando Casini dice pi� o meno le sue stesse cose. Il suo ex partito, lasciando la Casa delle libert�, sta andando nella direzione giusta?

                        �Non ho la sindrome dell�ex, ma segnalo che oggi Casini critica Berlusconi e qualche mese fa, pochi, lo ha incoronato capo, annuncia che non parteciper� pi� ai vertici della Cdl ma conferma che parteciper� alle giunte locali, dice che � finita la Cdl ma si attarda nei confini del centrodestra. Chi ci capisce qualcosa � bravo. Io, francamente, non ho ancora capito bene�.

                        Il suo progetto di scomposizione dei poli, di governo senza le estreme, lo lanci� lo scorso ottobre presentando la sua "Italia di mezzo". Quanta strada ha fatto nel frattempo il "Kadima" italiano?

                          �Quello di Kadima � un progetto che nel palazzo cammina poco e male. Per� ogni giorno l�agenda dei problemi del Paese fa capire che occorre cambiare strada�.

                          Un altro "volenteroso", il radicale Daniele Capezzone, pu� essere parte del progetto?

                            �Questi progetti appartengono a chi li condivide, non sta a me stilare l�elenco delle volont� degli altri. Le attendo, le incoraggio e quando le incontro le registro�.

                            A destra si prova a costruire la federazione, a sinistra il partito democratico. Non sono entrambe soluzioni pi� avanzate rispetto alla fine del bipolarismo?

                              �Ci sar� pure una ragione per cui i due partitoni sono diventati due tormentoni! Secondo me i due partiti unici equivalgono a dosi ancora pi� massicce di una cura che ha dimostrato di non funzionare�.