“Analisi” Fase 2, il leader ds fa il giro d’Italia

23/11/2006
    gioved� 23 novembre 2006

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    LA STRATEGIA

      Fase 2, il leader ds fa il giro d’Italia
      per sottrarsi alla morsa Dl-sinistra

        Sergio Rizzo

          ROMA — Il segretario dei Ds Piero Fassino � risoluto nell’affermare che �non c’� alcuna competizione nell’Ulivo� fra chi vuole impugnare la bandiera della cosiddetta �fase due�: la prevista seconda ondata di liberalizzazioni e riforme dopo la Finanziaria. Ma se �competizione� non � ritenuto il termine pi� calzante, � un dato di fatto che la Quercia lancia una campagna di comunicazione senza precedenti mentre ancora non si sono spente del tutto le polemiche sotterranee con la Margherita a proposito di quel �manifesto� delle liberalizzazioni presentato da Francesco Rutelli.

          La campagna parte con due milioni di pieghevoli a colori e 210 mila manifesti con foto in bianco e nero. E Fassino in persona accompagner� l’iniziativa con un viaggio per l’Italia �che lavora e produce�: cominciando a dicembre dal Nord e proseguendo a gennaio nel Sud. Ci saranno, come lo stesso Fassino ha spiegato, �incontri con le categorie sociali ed economiche�, comprese quelle che pi� hanno contestato la manovra. L’obiettivo della campagna (�Italia 2007, pi� crescita, pi� opportunit�, pi� solidariet�, � lo slogan) � quello di spiegare la Finanziaria che secondo il segretario dei Ds �punta allo sviluppo e alla crescita�. Contando che magari nel frattempo il Senato abbia provveduto a cambiare qualcosa. Ieri Fassino ha annunciato che i Ds puntano a ottenere pi� risorse per la sicurezza, per la scuola, la ricerca e l’universit�, nonch� maggiori trasferimenti agli enti locali. Ma ha anche rivelato di essere determinato a proporre che a partire dal 2008 gli incassi ottenuti con la lotta all’evasione fiscale che risultino superiori alle previsioni fissate con questa Finanziaria vengano utilizzati per ridurre le tasse (Rutelli l’altro ieri aveva parlato del 2007). Chiaro segnale della necessit� politica di aggiustare il tiro dopo le critiche da pi� parti rivolte alla Finanziaria da chi lamenta la timidezza dei tagli e l’eccesso delle entrate.

          Quanto questa iniziativa servir� a far recuperare quei consensi che secondo i sondaggi sarebbero andati persi nei primi mesi del governo di Romano Prodi � difficile dire. Certamente anche l’impegno finanziario risulter� considerevole, a ridosso di una dispendiosa campagna elettorale e considerando che si andr� poi avanti con iniziative mirate sui mezzi di trasporto pubblico e i poster di sei metri per tre piazzati in tutte le grandi citt�. E il messaggio mediatico non sar� destinato soltanto a �raddrizzare� l’immagine di una manovra che anche all’interno della Quercia ha suscitato perplessit� sulla strategia di comunicazione. �Il confronto con il Paese e la societ�, come l’ha chiamato Fassino, riguarder� infatti anche l’ormai famosa fase due, �l’agenda delle riforme� future dopo quelle introdotte �con il decreto di Vincenzo Visco e Pier Luigi Bersani�: previdenza, mercato del lavoro, liberalizzazioni. Tutto questo mentre il �manifesto� di Rutelli � stato in gran segreto �spacchettato� e i ministri della Margherita sono gi� al lavoro per tradurlo in disegni di legge da presentare al pi� presto.

          Ma se nel futuro Partito democratico la �concorrenza� va avanti in modo strisciante, anche perch� le rispettive posizioni sono in larga misura compatibili, � con la sinistra radicale che si prevedono i problemi pi� grossi. Nei Ds e nella Margherita non tutti si sono ancora dimenticati del voto contrario del ministro di Rifondazione Paolo Ferrero alla riunione di governo del 10 novembre. Soprattutto, brucia ancora la partecipazione dei rappresentanti della sinistra radicale nell’esecutivo alle manifestazioni in cui si sono scanditi slogan contro il governo e Israele. Ma nemmeno Rifondazione e Comunisti italiani sembrano disposti a far scendere la temperatura. �A invocare una nuova fase stavolta potrebbe essere la sinistra radicale. Forse dovrebbe�: con queste parole si conclude un editoriale pubblicato ieri da Liberazione, il quotidiano del partito di Franco Giordano. Un articolo nel quale si criticano apertamente i richiami all’urgenza delle liberalizzazioni del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Senza risparmiare le iniziative di Rutelli, gi� definito �erede tricolore della Thatcher�, e le titubanze di Fassino, descritto come una specie di Cavalier Tentenna.

          Cos� il terreno di scontro � gi� in qualche modo segnato. Prima ancora delle liberalizzazioni sar� quello delle pensioni. Sul tavolo che si aprir� il 1˚ gennaio Rifondazione � gi� pronta a gettare il proprio veto, richiamandosi al programma dell’Unione, nel quale � prevista l’abolizione del cosiddetto scalone Maroni, che dovrebbe portare da 57 a 60 anni nella notte fra il 31 dicembre 2007 e il 1˚gennaio 2008 l’et� minima per la pensione. Per Rifondazione �abolizione╗ vuol dire una sola cosa: si resta a 57 anni. Quercia e Margherita danno un’interpretazione diversa, e il ministro del Lavoro Cesare Damiano (Ds) si prepara a fare una proposta per tornare alla riforma Dini. Ma non certo a 57 anni.