“Analisi” Esorcizzati i fantasmi di complotti e spallate (M.Franco)

24/11/2006
    venerd� 24 novembre 2006

    Pagina 13 – Primo Piano

      LA NOTA

        Esorcizzati i fantasmi
        di complotti e spallate

          La tattica fallimentare
          della Cdl e il messaggio
          dell’Unione al governo

            di Massimo Franco

              Il �s� del Senato al decreto fiscale chiude, effettivamente, una fase. Ma non solo per l’opposizione di centrodestra, costretta a prendere atto che non ci sono n� ritorni al governo a breve scadenza, n� sogni di spallata parlamentare realizzabili nelle prossime settimane. Sembrano ridimensionate anche alcune incognite che riguardano la coalizione di Romano Prodi. Esultando giustamente per il risultato di ieri, ottenuto senza mettere la fiducia, l’Unione supera le paure e il complesso del complotto che ne dominava le mosse a palazzo Madama. E manda a Palazzo Chigi un messaggio di compattezza, e un invito a non compiere forzature.

              � un appiglio per la tesi secondo la quale la maggioranza funziona bene: � nel governo che si litiga. Ieri il capogruppo dell’Ulivo, Anna Finocchiaro, ha parlato della �pi� significativa vittoria della legislatura�. Con una motivazione interessante. �Non ci siamo lasciati inquinare dalla tentazione del muro contro muro di un voto di fiducia�, ha detto. E ancora: �Abbiamo scelto la strada pi� aspra: quella di celebrare il pi� sacro dei riti della democrazia…�. Sono parole orgogliose, che suonano come critiche velate ad alcune decisioni del governo rispetto al Parlamento.

              Aconfortare il centrosinistra, ieri � stato anche il voto non determinante dei senatori a vita. Il loro �s� nei giorni scorsi ha provocato uno scandalo un po’ strumentale, Ma il 162 a 155 finale dice che l’Unione ce l’avrebbe fatta comunque, anche senza il loro appoggio. Il senatore Zanda, della Margherita, cita lo statista britannico Winston Churchill, teorico di un governo al quale basta un voto in pi�: tesi cara a Prodi. L’esito, per�, sembra piuttosto il prodotto di un clima meno avvelenato in Senato fra centrosinistra e opposizione.

              Quest’ultima parla di �vittoria di Pirro�, messa a rischio dalle forche caudine sotto le quali la finanziaria dovr� passare nelle prossime settimane. E aggiunge che l’approvazione del decreto fiscale nasconde una forza numerica e non politica, ammonisce Marco Follini, ex Udc e fondatore dell’Italia di Mezzo. Pu� essere. Ma il successo c’� stato, ed ha frustrato le truppe berlusconiane. In pochi giorni, nel centrodestra, non � solo fallita la spallata. L’ex premier ha ammesso che non conta di tornare a palazzo Chigi. Ormai, sembra puntare al ruolo di kingmaker del dopoBerlusconi.

              D’altronde, la sua abilit� di stratega esce lesionata dal comportamento postelettorale. Il mito della rivincita facile per ora ha finito per puntellare Prodi. Il Cavaliere � come obbligato a rimanere leader, seppure circondato da distinguo e prese di distanze sempre pi� marcati. Diversamente, l’alleanza che ha guidato dal 1994 a oggi, prima come Polo e poi come Cdl, si spezzerebbe. Per paradosso, per�, la sopravvivenza di un berlusconismo imbalsamato e quasi nostalgico, rappresenta la migliore assicurazione sulla durata del governo (o almeno della maggioranza) di centrosinistra.