“Analisi” Diliberto: «Altro che fase due, va fatta la fase uno»

18/12/2006
    sabato 16 dicembre 2006

      Pagina 5 – Primo Piano

        �Altro che fase due
        va fatta la fase uno�

          LA FRECCIATA AI RIFORMISTI
          �Invece di liberalizzare tutto
          diamo all’Universit� i soldi
          entrati nelle casse del fisco�

          Intervista
          a OIiviero Diliberto

            ROMA
            Il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, come Prodi, non ama sentir parlare di fase 2 o cambio di passo o inversione di rotta. �Semmai dobbiamo potenziare la fase uno. E proprio per questo io chiedo al presidente del Consiglio di convocare un vertice di maggioranza appena finite le feste�.

            Eppure Fassino e Rutelli che rappresentano i principali partiti della coalizione, insistono sulla fase due: riforme, liberalizzazioni, privatizzazioni.

              �E io insisto che noi abbiamo sottoscritto un Programma, che abbiamo sottoposto agli elettori, i quali ci hanno votato su quella base e fatto vincere (seppur di poco). Il nostro dovere dunque � rispettarlo, tanto pi� se c’� malessere tra i lavoratori dipendenti, gli operai e non solo loro. Se ci mettiamo pure ad alzare l’et� pensionabile, accogliendo cos� una richiesta dei poteri forti che non sono certo la nostra base di riferimento, questo malessere rischia giustamente di esplodere�.

              Dunque no sulle pensioni. E invece le liberalizzazioni, le privatizzazioni?

                �Siamo contrari a privatizzare settori fondamentali come il trasporto pubblico locale, l’acqua, la parte dell’energia che ancora resta in mano pubblica. Per non parlare ovviamente della sanit� e della scuola�.

                Insomma no su tutto. E invece s� a che cosa?

                  �Per tutta la campagna elettorale abbiamo detto tutti – a cominciare da Romano Prodi – che avremmo puntato su settori strategici quali la scuola, l’universit�, la ricerca, la cultura. E oggi io leggo che i rettori invitano i nostri ministri a non farsi vedere perch� rischierebbero contestazioni durissime. E’ ovvio che qualcosa non va, ed � ovvio che � su questi settori che dobbiamo investire. Per esempio destinando loro i 33,8 miliardi aggiuntivi che sono entrati nelle casse dello Stato dal fisco. Un piano straordinario di assunzioni e investimenti�.

                  Cos� non le sar� facile trovare l’accordo con Fassino e Rutelli.

                    �Per questo chiedo a Prodi di convocare un vertice, al quale io mi presenter� col Programma in mano, che non sar� la Bibbia ma � il nostro patto con gli elettori. Prodi lo sa, lui non � Rutelli. E’ il capo di tutta l’Unione e finora ha sempre saputo fare una sintesi�.

                    In quel vertice forse si parler� anche dell’eventuale rimpasto per sostituire il ministro Padoa-Schioppa: lei all’Economia preferisce un tecnico o un politico?

                      �Io tendenzialmente sono contrario ai ministri tecnici. Ma � chiaro che se il suo sostituto dovesse essere un politico ultra liberista, io mi terrei stretto il tecnico. Che peraltro ha dimostrato molto equilibrio�.

                      A proposito di equilibrio, come ne uscirete dalla vicenda dei Pacs visto che nell’Unione i teodem gi� annunciano battaglia?

                        �Io credo che si tratti di una misura di elementare buon senso, metterli in agenda � indispensabile. Anche perch� gi� esistono per i parlamentari: vorrei che fossimo capaci di trasformare un privilegio di pochi in un diritto di tutti�.

                        Ma se cos� non fosse, mettereste in discussione il governo?

                          �Non saremo noi a metterlo in discussione, anche perch� sui Pacs una soluzione condivisa la possiamo trovare senza strappi. Se poi qualcun altro dovesse strappare, se ne assumerebbe la responsabilit�. In altre parole: non bisogna fare marcia indietro anche se i teodem minacciano di non votarli�.

                          Un altro nodo che riguarda il futuro prossimo � l’Afghanistan. Voi siete da sempre contrari alla missione italiana: cosa farete a febbraio, voterete s� al suo rifinanziamento?

                            �Intanto voglio dire che la questione si pone all’interno di una politica estera molto positiva, che ha segnato una forte discontinuit� col passato. Capisco che magari i miei elogi possano provocargli un danno di immagine, ma sono convinto che D’Alema stia facendo molto bene�.

                            Per� D’Alema dice anche che l’Italia deve restare a Kabul.

                              �Vedremo come sar� impostata la questione, se per esempio ci venisse presentato un piano politico complessivo nel quale la missione � uno dei punti… insomma, lo vedremo a suo tempo�.