Ammortizzatori sociali: scontro Maroni-sindacati

01/12/2003



      Sabato 29 Novembre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Ammortizzatori sociali: scontro Maroni-sindacati

      No del ministro a un iter accelerato sul bonus disoccupazione

      SERENA UCCELLO


      MILANO – Dopo le pensioni il nuovo terreno di scontro tra Governo e sindacati è la riforma degli ammortizzatori sociali. Ai confederali l’ipotesi che gli interventi previsti dal disegno di legge, in discussione in Commissione al Senato, diventino operativi dal 2004 non piace. Non piace soprattutto l’idea che il raddoppio dell’indennità di disoccupazione scatti dal 2004. «In questo modo – dice il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, intervenuto all’università Cattolica di Milano a un convegno sul nuovo mercato del lavoro – il Governo non rispetta l’accordo del luglio 2002 che prevedeva che le misure approvate andassero a regime a metà di quest’anno». Si delinea, dunque, l’ennesimo botta e risposta. Alle parole del ministro Maroni che ha dichiarato che gli ammortizzatori sociali andranno in discussione dopo l’approvazione della riforma delle pensioni, Pezzotta risponde definendo l’Esecutivo «inadempiente».
      E così alla proposta avanzata da Cisl e Uil di stralciare dall’848bis l’articolo sull’indennità di disoccupazione per inserirla in un decreto, Maroni a Como per partecipare a un convegno sulla legge Biagi, replica dicendo che «chiedere di spogliare il Parlamento facendo un decreto per gli ammortizzatori sociali attraverso la stampa mi sembra davvero poco serio. Se si vuole avanzare una richiesta del genere si chieda un incontro al Governo. Apprezzo, comunque, la creatività ma mi sembra che qui siamo andati ben oltre la serietà».
      Il dibattito politico torna, dunque, incandescende: Cisl e Uil sollecitano al Governo di imprimere un’accelerata alla delega necessaria per rispettare gli impegni sottoscritti con il Patto per l’Italia un anno e mezzo fa. «È un ritardo ingiustificabile di cui i lavoratori chiederanno conto e ragione», dice il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni. E il numero due della Uil, Adriano Musi, rilancia: «Uno stralcio con provvedimento d’urgenza sugli ammortizzatori sociali e con una copertura finanziaria che faccia decollare il provvedimento dal primo gennaio 2004 e non da metà anno come vorrebbe il Governo. Se hanno proceduto – continua – con decreto per varare il condono edilizio non vedo perché dovrebbero negarcelo per gli ammortizzatori». In alternativa la Cisl prospetta «che sul provvedimento possa venire posta la questione di fiducia come l’Esecutivo fa spesso su materie meno significative rispetto alle esigenze sociali», prosegue Bonanni. E in attesa che sugli ammortizzatori si delinei un terreno di confronto, novità in vista potrebbero arrivare nella lotta al sommerso. Il ministro Maroni infatti, nel commentare i dati diffusi dalla Svimez, ha dichiarato che «con la legge Biagi e con la regolarizzazione dei lavoratori stranieri, la situazione migliorerà» ma soprattutto che sul sommerso il Governo interverrà presto con altri due strumenti. Nel dettaglio si tratta «di una proposta di legge – ha spiegato il ministro – che presenterò prima di Natale sull’istituzione di un commissario straordinario contro il lavoro sommerso. Il commissario avrà la possibilità di coordinare l’attività di investigazione e repressione della Guardia di finanza». L’altra novità è la possibilità di aumentare gli ispettori del lavoro del ministero, creando una struttura interna, attualmente in via di costituzione, che sarà dedicata alla sola attività ispettiva». «Stiamo costituendo – ha aggiunto – una vera e propria direzione generale per coordinare l’attività ispettiva non solo del ministero, ma anche degli enti previdenziali, Inps e Inail». Lotta al lavoro irregolare pertanto per sostenere l’occupazione ma anche rilancio competitivo.
      «Un rilancio che deve far leva – ha sottolineato Stefano Parisi direttore generale di Confindustria – sui punti di forza del sistema Italia non certo prevedendone la demolizione».