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Ammortizzatori sociali in scadenza: è allarme per i lavoratori del turismo, commercio e servizi

22/07/2020
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Filcams Cgil: Indispensabile garantire certezza di reddito e continuità di lavoro.

Mentre nel paese si sta faticosamente cercando di ripartire con le attività e il lavoro, i settori del turismo, commercio e servizi stanno vivendo una fase estremamente critica a causa delle conseguenze sull’economia e sul lavoro dell’emergenza epidemiologica.

I provvedimenti messi in campo fino ad ora dal Dl “Cura Italia” al Dl “Rilancio”, pur con risorse importanti, non reggono l’urto di una crisi lunga e imprevista che si aggiunge a criticità e debolezze già presenti nel nostro paese e in diversi settori economici.
Turismo, commercio e appalti di servizi, sono tra i settori che hanno ormai utilizzato le 18 settimane di FIS e CIG in deroga o che per la maggior parte si trovano in prossimità della loro scadenza.
“L’esigenza di continuare a dare risposte su occupazione e reddito alle persone deve essere la priorità” afferma Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Cgil “è indispensabile la proroga degli ammortizzatori con causale COVID almeno per un arco temporale coerente con la previsione di ripresa dei settori per sostenere l’occupazione e non disperdere professionalità”.

Nel turismo sono ancora sospese, o sono fortemente ridotte, le attività delle agenzie di viaggio e dei tour operator, dei pubblici esercizi e ristorazione, catering e banqueting, delle sale bingo, dei poli museali e dei luoghi della cultura, delle attività in concessione a partire dall’industria termale. Come ancora in grave difficoltà si trovano gli alberghi e le strutture ricettive. Una filiera, quella del turismo, che coinvolge, per la sua caratteristica di stagionalità, anche migliaia di contratti stagionali, contratti a chiamata, lavoratori che operano in aziende in appalto.
In difficoltà sono infatti anche i 60mila dipendenti degli appalti delle mense e pulizie sia pubblici che privati.
La chiusura delle scuole, con la conseguente didattica a distanza, ha prodotto il fermo delle attività e l’incertezza sul riavvio del nuovo anno scolastico a settembre lascia nel dramma migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il lavoro a distanza, la riorganizzazione degli spazi e degli orari nel settore pubblico come nel privato, il calo di alcune attività produttive ha avuto un impatto importante sui servizi a partire dalle mense e dalle attività di ristorazione.
Anche il settore del commercio, in particolare il non food, sta ripartendo a ritmi più lenti, con tante difficoltà registrate anche nei negozi di importanti marchi di abbigliamento.

“Per questo è indispensabile costruire una prospettiva per il futuro del paese” prosegue Maria Grazia Gabrielli “e contestualmente tenere ancora insieme delle soluzioni per fronteggiare l’emergenza economica. Non possiamo lasciare sole le persone nelle difficoltà materiali quotidiane, c’è bisogno, adesso, di risolvere il dramma di tanti lavoratori e lavoratrici che non hanno ancora visto il pagamento dei trattamenti economici dal mese di marzo e deve essere data continuità all’erogazione degli ammortizzatori sociali per salvaguardare la condizione di dignità delle persone e delle loro famiglie.”

La proroga degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti sono indispensabili, così come è necessario prevedere una riforma degli ammortizzatori sociali più inclusiva e con tutele universali, perchè l’emergenza pandemica ha reso ancora più evidente che un mondo del lavoro diseguale e frammentato porta ad uno stato sociale debole e ad un impoverimento delle persone.