Ammortizzatori sociali in caduta libera

19/12/2002



 
   

19 Dicembre 2002


            AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CADUTA LIBERA

            Previsioni confermate. «Per il 2003 è ragionevole pensare che agli ammortizzatori sociali saranno destinati 350 milioni di euro» e non i 780 previsti dal Patto per l’Italia. L’annuncio viene dal sottosegretario al welfare Maurizio Sacconi che ha motivato la virata del governo con la probabile entrata in vigore della legge di riforma degli ammortizzatori solo nella seconda parte dell’anno («è chiaro che nel 2003 non serviranno risorse per 12 mesi»). Via libera dunque all’utlizzo di una parte dei fondi del patto per l’Italia agli Lsu della scuola e alla cassa integrazione per la crisi dell’indotto Fiat. «Per il 2004-2005 – ha aggiunto Sacconi – sarà disponibile l’intera cifra». Il governo cambia dunque le carte in tavola. Cestinato l’appello di Pezzotta a Berlusconi a «mantenere gli impegni sottoscritti». Ieri alle proteste del leader della Cisl si sono aggiunte quelle della Uil. Franco Lotito, segretario confederale, ha denunciato che «lo svuotamento del fondo per il finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali costituisce un’inaccettabile stravolgimento dei patti sottoscritti». Per Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, «la Cisl fa bene a chiedere il rispetto degli accordi», ferma restando la definizione del patto per l’Italia «un accordo che mi sarei vergognato di firmare e sono contento di non averlo fatto». Rincara la dose Beniamino Lapadula, responsabile per le politiche economiche e sociali della Cgil: «Se questa è la logica del governo, di milioni di euro non ne serviranno, perchè con il normale iter parlamentare non ci sarà nel 2003 nessuna legge sugli ammortizzatori sociali».