Ammortizzatori, primi no al progetto Cgil

07/05/2002





Ammortizzatori, primi no al progetto Cgil
ROMA – L’obiettivo è quello di uscire dall’angolo, dallo stereotipo di chi dice sempre e solo di no. La Cgil ha deciso di dimostrare di essere pienamente in grado di avanzare una proposta compiuta, anche sui temi più difficili, quelli delle riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Per questo ieri il direttivoconfederale ha avviato una discussione corale su una proposta della segreteria basata su tre filoni principali: le nuove tutele, gli ammortizzatori sociali, il processo del lavoro, quest’ultimo in pratica l’unica alternativa alla revisione dell’articolo 18 ritenuta dalla Cgil praticabile. Una discussione solo avviata, perché anche oggi il direttivo della Cgil continuerà a discutere, ma che già ha cominciato a fare rumore, facendo sollevare le critiche sia della Confindustria sia della Uil. L’obiettivo della Cgil del resto era proprio questo, fare rumore, dimostrare il proprio protagonismo, per cui l’opposizione della Confindustria e le puntualizzazioni della Uil, perché di questo in realtà si è trattato, sono giudicate complessivamente positive. Per le tutele la Cgil ha indicato il punto di maggiore delicatezza, quello dei «co.co.co», i collaboratori coordinati e continuativi, ai quali suggerisce di estendere i diritti previsti per gli altri lavoratori, quelli con un contratto a tempo indeterminato. Un’indicazione che è stata respinta dagli industriali. Guidalberto Guidi, consigliere per i problemi sindacali di Confindustria, ha detto che una misura del genere spalancherebbe le porte del sommerso, perché il peso diverrebbe intollerabile. «Se qualcuno ha interesse ad aumentare il sommerso – ha affermato – questo sarebbe un aiuto importante». Tanto ne è convinto, da non credere nemmeno che questa sia poi davvero la proposta della Cgil. Diversa la posizione di Luigi Angeletti. Il segretario generale della Uil ha detto che occorre distinguere all’interno del vasto mondo del lavoro atipico. Perché vi sono tra costoro moltissimi lavoratori dipendenti camuffati da autonomi, ma vi sono anche tantissimi che non vogliono essere subordinati a nessuno e credono nell’autonomia della loro prestazione. Una norma di legge che distinguesse tra questi lavoratori, estendendo le tutele solo ai lavoratori dipendenti camuffati da autonomi, secondo Angeletti, sarebbe un atto di giustizia ed equità. Ancora, la Cgil propone di ampliare la portata dell’assegno di disoccupazione, portandolo al 60% della retribuzione e di estendere il diritto al ricorso alla cassa integrazione ai tanti settori che ne sono oggi esclusi. Manovre tutte abbastanza costose, ma del resto, ha notato Giuseppe Casadio,segretario confederale, «riforme a costo zero non se ne fanno». I particolari verranno oggi pomeriggio in una conferenza stampa. La Cgil ha affrontato poi il tema del rinnovo del vertice, anche in vista della prossima uscita di Sergio Cofferati, ai suoi ultimi giorni in Cgil. Entrerranno in segretaria confederale tre donne, Morena Piccinini, Marigia Maolucci e Paola Agnello Modica. Più avanti entrerà Titti Di Salvo al posto di Betty Leoni, anche lei in scadenza. È anche possibile che più tardi arrivi in segreteria confederale Antonio Panzeri, attuale segretario della Cgil di Milano.

Massimo Mascini
Martedí 07 Maggio 2002