Ammortizzatori e art. 18, riforme in tempi stretti

22/03/2004

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
068, pag. 51 del 20/3/2004
di Teresa Pittelli


L’annuncio del sottosegretario al welfare Sacconi al convegno sulla legge 30.

Ammortizzatori e art. 18, riforme in tempi stretti

In dirittura d’arrivo al senato il disegno di legge 848-bis con la riforma degli ammortizzatori sociali e dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il provvedimento sblocca 750 milioni di euro su base annua per portare da sei a 12 mesi, e dal 40 al 60% della retribuzione, l’indennità di disoccupazione che spetta a chi rimane senza-lavoro. ´Immediatamente dopo l’approvazione della riforma delle pensioni nell’aula del senato arriverà il ddl 848-bis’, ha annunciato ieri il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi.

Il governo, quindi, potrebbe bruciare le tappe e accorciare o scavalcare i tempi dell’esame del ddl in commissione, dove Sacconi denuncia ´un clima di ostruzionismo che bisognerebbe evitare´ in merito alla norma della delega che elimina la garanzia del reintegro obbligatorio nel posto di lavoro per le aziende sotto i 16 dipendenti. Occasione dell’annuncio è stato il convegno internazionale sulla riforma del mercato del lavoro (legge 30/2003), che si è svolta ieri a Roma per commemorare Marco Biagi, il giurista ucciso il 19 marzo di due anni fa dalle Br. Biagi, che all’epoca collaborava con il ministro Maroni e il suo sottosegretario, Maurizio Sacconi, fu giustiziato in quanto estensore di un libro bianco sul mercato del lavoro, che conteneva molte idee poi poste a base della riforma del settore varata dal governo Berlusconi. Riforma che ha introdotto una forte dose di flessibilità nel mercato del lavoro, senza prevedere, però, le tutele necessarie ad accompagnare il cambiamento.

La lacuna potrebbe forse essere ora colmata dal via libera dato ieri dal governo a una commissione di studio che entro dicembre dovrà elaborare uno statuto dei lavori per modernizzare il ´vecchio’ Statuto, cioè la legge 300/70. ´Sarà una revisione complessiva dello Statuto dei lavoratori’, ha promesso il ministro del welfare, Roberto Maroni, promettendo che il testo unico sarà comunque oggetto di confronto con le parti sociali. Un’intenzione che, così com’è, si presta a letture diverse. E non tutte rassicuranti. ´Bisogna capire cosa vogliono fare’, ha commentato Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ´mi vengono cattivi pensieri ogni qual volta si vuole mettere mano allo Statuto dei lavoratori’. Il timore, anche negli interventi dei segretari di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, è la possibilità che lo Statuto venga smantellato. Mentre i sindacati dettano un’altra linea: né smantellamento delle tutele dei lavoratori subordinati né estensione di queste ai lavoratori atipici. Quest’ultima impensabile visto anche la categoria dei flessibili è in aumento esponenziale. Quello che chiedono i sindacati, piuttosto, è l’´integrazione’. E cioè ´arricchimento dello Statuto delle tutele nuove che si adattino ai bisogni legati a lavori nuovi, come la formazione continua e gli ammortizzatori sociali’, ha precisato Pezzotta. ´Creare tutele a chi non ce l’ha e non toglierle a chi ce l’ha’, ha sintetizzato Angeletti. Il confronto governo-parti sociali sullo Statuto dei lavoratori, dunque, di fatto è già partito.

Alla visione del sindacato si oppone parzialmente quella del direttore di Confindustria, Stefano Parisi, che invece ha sottolineato l’importanza di ´non lasciare lo Statuto dei lavoratori così com’è, perché un atteggiamento conservatore sarebbe dannoso per lo sviluppo’. La risposta del governo, invece, è l’annuncio di Sacconi sull’imminente arrivo degli ammortizzatori sociali stanziati dal ddl 848-bis. Una goccia nel mare, considerando che la cassa integrazione riguarda i dipendenti disoccupati, e non i nuovi lavoratori flessibili. Ai quali per ora rimangono precluse garanzie basilari come l’accesso al credito e un futuro pensionistico.