Ammortizzatori alla proroga

01/07/2004


         
         
         
         
        Numero 156, pag. 5 del 1/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        Ammortizzatori alla proroga
         
        Lo slittamento di 6 mesi annunciato dal ministro del welfare Roberto Maroni.
        Ammesse anche le pmi. Tavolo sull’apprendistato
         
        In arrivo la proroga al 31 dicembre per gli ammortizzatori sociali alle imprese in crisi, comprese le pmi. Grazie a una serie di accordi sottoscritti con il ministero del welfare e resi possibili da una norma ad hoc della Finanziaria 2004, anche le piccole e medie imprese potranno accedere agli ammortizzatori sociali. E avere a disposizione circa 74 milioni di euro dei 310 previsti complessivamente per finanziare l’eventuale proroga di cassa integrazione guadagni straordinaria e mobilità.

        Il ministro del welfare, Roberto Maroni, tracciando un primo bilancio delle nuove possibilità offerte alle aziende con meno di 15 dipendenti, ha annunciato che sabato proporrà al consiglio dei ministri la proroga di altri sei mesi degli ammortizzatori per le aziende in crisi del settore tessile, abbigliamento e calzature, imprese artigiane e industriali con meno di 15 dipendenti.

        La norma che concedeva gli ammortizzatori alle pmi scadeva infatti ieri, e dunque il plafond si è esaurito. ´Abbiamo utilizzato 310 milioni di euro’, ha spiegato il ministro, ´ma forse ne servirebbero altrettanti per dare ulteriore ossigeno a queste realtà, che soprattutto per quanto riguarda le piccole e piccolissime aziende è di grande difficoltà’.

        ¥ Via al tavolo sull’apprendistato. Le venti organizzazioni di rappresentanza delle imprese e delle segreterie confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno aperto ieri, nella sede di Confindustria, un tavolo di confronto sul nuovo apprendistato introdotto dalla riforma del lavoro.

        L’obiettivo è verificare la possibilità di definire alcuni principi e linee-guida tese a favorire le successive fasi di contrattazione collettiva e di concertazione a livello regionale. I lavori proseguiranno dal 13 luglio. Ma in tema di riforma del lavoro Maroni ieri è intervenuto per dire ´no alla disattivazione della legge Biagi nei contratti nazionali di lavoro, a iniziare da quello dei commercianti, a causa del veto della Cgil’.

        Maroni ´ha richiamato’ su questo tema tutte le organizzazioni che hanno firmato l’accordo, da Confcommercio a Cisl e Uil. Luigi Angeletti, leader della Uil, ha però ricordato al ministro che ´nessun contratto esclude la nuova legge’.

        ¥ Pensioni, la marcia indietro della Lega. La riforma delle pensioni può attendere: Maroni ieri ha annunciato che esiste uno spiraglio per modificare il testo della delega pensionistica, perché questo è quel che chiede la segreteria del Carroccio.

        Durante un question time alla camera dei deputati, Maroni ha spiegato che l’ipotesi di chiudere la partita prima della pausa estiva, sulla quale lui e gli stessi vertici di governo avevano battuto più volte, è comunque sempre in pista. E che una decisione sarà presa in questi giorni. Maroni ha precisato di ritenere ´come ministro’ che la riforma delle pensioni debba andare in porto al più presto, ma di doversi ´come leghista’ adeguare alle decisioni del partito. La richiesta del Carroccio di aprire la delega a eventuali miglioramenti ieri è stata infatti formalizzata da Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione bilancio della camera e segretario della Lega lombarda. E Maroni, parlando nel pomeriggio alla camera, non ha potuto che ´prenderne atto’.

        La mossa della Lega spiazza tutti. Forse anche gli stessi sindacati, oggi in audizione nella commissione di Benedetti-Valentini. ´Vorrei capire cosa hanno in mente’, ha detto il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, ´ormai sulla delega ho assistito a cambi di opinione incomprensibili’. Tra le ragioni del retromarcia leghista, comunque, non va dimenticato che la riforma penalizzerebbe di più i lavoratori del Centronord, e quindi la base elettorale leghista, tra i quali abbondano i pensionamenti di anzianità, i più colpiti dalla riforma.

        L’opposizione non demorde. Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds, chiede ´una mobilitazione contro l’attacco allo stato sociale’, mentre Renzo Innocenti (Ds) ricorda che ´il governo deve ancora quantificare gli oneri derivanti dalle modifiche apportate dal senato’. Non è stato ancora fissato, comunque, il termine per gli emendamenti che, a questo punto, non saranno pochi. (riproduzione riservata)