Ammortizzatori: 600 milioni l’anno

03/02/2005

    giovedì 3 febbraio 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

    Ammortizzatori: 600 milioni l’anno

    LINA PALMERINI

    ROMA • Sono circa 600 milioni di euro, in media, per ogni anno fino al 2007. Il pacchetto di misure che ieri il ministro del Welfare Maroni ha illusrato a Domenico Siniscalco aveva una virtù: una copertura finanziaria di «quasi l’80%», come ha sipegato il ministro leghista. La dote arriva direttamente da un disegno di legge (848 bis) che «rischia di restare al palo in Parlamento per i vincoli di bilancio. Piuttosto che lasciare lì le risorse — ha detto Maroni — pensiamo di anticiparne alcune misure nel provvedimento sulla competitività e trasferire anche i fondi». È anche grazie alla dotazione finanziaria che il pacchetto proposto dal Welfare potrà avere le caratteristiche di urgenza «e diventare un decreto legge».

    Due sono le linee di intervento spiegate ieri dal ministro a Siniscalco: decollo della previdenza integrativa; misure per incentivare il reimpiego accompagnate da un rafforzamento dell’indennità di disoccupazione. Interventi che anticipano la riforma degli ammortizzatori sociali scritta nel Ddl 848 bis ma che escludono dal provvedimento sulla competitività la deroga dell’articolo 18. «La norma sull’articolo 18 resta nel disegno di legge all’esame del Senato», ha confermato il ministro. Al Welfare stanno ancora facendo i conti ma l’impianto dei provvedimenti è già completo. «Daremo il nostro contributo su tre delle dieci linee dell’action plan: aumento dell’occupazione e protezione sociale; adattabilità tra imprese e lavoratori; capitale umano, cioè, formazione», dicono al Welfare.

    Il testo sulla competitività viene considerato «l’ultima occasione di questa legislatura» per far partire alcuni strumenti. Oltre al decollo della previdenza integrativa, in pista c’è il rafforzamento dell’indennità di disoccupazione (ma si stanno ancora calcolando i costi) e gli incentivi per il welfare to work. Un ruolo centrale, in questo schema, lo avranno le agenzie di collocamento private che saranno incentivate con «un premio di risultato» per ogni lavoratore in mobilità o cassa integrazione che riescono a far assumere. Possibili anche nuovi stanziamenti per le casse integrazioni in deroga, quelle dirette a settori e piccole aziende che ne sono escluse. «In Finanziaria c’è una dotazione di 360 milioni di euro. I prossimi interventi sono sui tessili e meccanici dell’area di Vigevano e Lomellina», ha annunciato Maroni che però si è detto ottimista sulla situazione visti i dati sull’occupazione. «Tra il 2001 e il 2004 l’occupazione in Italia è cresciuta di 687mila unità mentre la disoccupazione è scesa dall’8,7% al 7,4%, cresce l’occupazione stabile, contrariamente a quello che avevano previsto i profeti di sventura», ha voluto sottolineare il ministro.

    E c’è ottimismo anche sul bonus previdenziale: la previsione dell’Inps è di risparmi per 1,3 miliardi di euro per il 2005 mentre a gennaio sono arrivate 31.381 richieste di rinvio della pensione di anzianità. Sempre in tema di previdenza, il Governo studierà l’ipotesi di accorpamento di alcuni enti di previdenza nell’ambito della delega di riforma del sistema previdenziale. Infine, una proposta: «Nelle casse dell’Inail ci sono 800 milioni di euro l’anno accantonati e uno stock di 3 miliardi, soldi che potrebbero essere usati premiando le imprese che investono in ricerca e in sviluppo tecnologico».