Amazon trova l´utile, Kmart chiude

23/01/2002


La Stampa web








(Del 23/1/2002 Sezione: Economia Pag. 18)
PRIMI PROFITTI PER JEFF BEZOS. FALLISCE IL GIGANTE DELLA DISTRIBUZIONE
Amazon trova l´utile, Kmart chiude

NEW YORK

Si può fare: si possono generare quattrini, con un’azienda dedicata interamente al commercio digitale. La comunità di internet aspettava questa notizia da anni, e l’ironia della sorte ha voluto che Amazon.com l’annunciasse proprio nel giorno in cui Kmart, la terza catena di grandi magazzini tradizionali, portava i libri in tribunale. Proprio così: Amazon fa profitti per la prima volta dalla sua nascita, mentre Kmart fallisce. La notizia, straordinaria, arriva nel cuore della crisi della new economy, quando ormai molti analisti si erano convinti che un «business model» come quello inventato da Jeff Bezos non potesse fare soldi. Certo, molti fondatori di aziende «dotcom» come lui erano diventati miliardari, prima della recessione. Ma nella grande maggioranza si erano arricchiti grazie alla speculazione borsistica degli investitori, che avevano gonfiato la bolla delle compagnie digitali, comprando a rotta di collo qualunque titolo col suffisso di Internet. Bezos però non si era lasciato trascinare dall’onda: i titoli di Amazon avevano navigato in alto e in basso con la marea della moda, ma lui aveva sempre ripetuto che valeva la pena di comprarli perché il suo modello era vincente, e prima o poi lo avrebbe dimostrato anche secondo i parametri tradizionali della old economy. Dal 1997 ad oggi, il grande magazzino online di Seattle ha bruciato circa 3 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre del 2002, proprio mentre infuriava la recessione gonfiata dall’11 settembre, Amazon ha però fatto profitti per la prima volta dalla sua nascita: 5 milioni di dollari, ossia un centesimo per azione, contro i 545 milioni persi nello stesso periodo dell’anno scorso. La Borsa comunque ha preso bene la notizia, e a metà giornata il titolo di Amazon guadagnava oltre 2 dollari, ossia circa il 20%. La profittabilità del grande magazzino online è frutto di una gestione più attenta, che non punta più solo a crescere in fretta ma anche a crescere bene, e di un’impennata inattesa degli acquisti durante le feste natalizie. Questa corsa alle compere digitali, non ha aiutato Kmart, che ieri ha chiesto protezione dai creditori in una corte di Chicago, facendo scivolare il suo titolo del 50% a metà giornata, poco sopra i 70 centesimi. Ma la terza catena nazionale di magazzini in muratura non chiude: ha ottenuto 2 miliardi di dollari in finanziamenti, vincolati al parere del tribunale, per tenere aperti i suoi 2.114 negozi mentre procede la ristrutturazione. La riuscita di questa scommessa non dipende solo dalla buona gestione, mancata negli ultimi anni, ma anche dalla ripresa dell’economia che resta incerta.

p. m.


 

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