Amato rilancia il «tavolo» sulle liquidazioni

17/11/2000

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Venerdì 17 Novembre 2000 italia – politica
In una lettera a Pezzotta (Cisl) il premier auspica «risultati condivisi». Del Turco ottimista: emergono fatti nuovi.

Amato rilancia il «tavolo» sulle liquidazioni

ROMA. Aprire un tavolo di concertazione sulla riforma del Tfr per raggiungere un accordo con tutte le parti sociali. Giuliano Amato ieri ha ufficializzato l’obiettivo che Palazzo Chigi aveva fissato già da alcune settimane. In una lettera inviata a Savino Pezzotta, per rispondere a una precedente missiva in cui il leader della Cisl invocava un rilancio immediato della concertazione, soprattutto su Tfr, Mezzogiorno e flessibilità, il premier ha evidenziato che sulle liquidazioni il Governo è intenzionato a «pervenire a un risultato condiviso». Amato, tra le righe, ha lasciato anche intendere che, se nei prossimi giorni le parti sociali confermeranno «la costruttiva disponibilità» riscontrata nelle ultime settimane, il tavolo sul Tfr potrebbe essere aperto in tempi abbastanza rapidi. E a confermarlo, seppure indirettamente, è stato ieri anche il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco: «Sul Tfr è probabile che nelle prossime settimane emergano fatti nuovi».

La stessa lettera inviata da Amato a Pezzotta sembra avere anche lo scopo di provare a fertilizzare ulteriormente il terreno. Palazzo Chigi, infatti, ha voluto sgomberare il campo da qualsiasi dubbio su un accantonamento del metodo della concertazione. Le critiche che erano state mosse da Pezzotta al Governo per la carenza di un confronto vero con le parti sociali sulla definizione della Finanziaria 2001 sono state respinte dal premier, che, comunque, non ha evitato di ammettere che sulla riforma dei cicli scolastici «è in effetti mancato un confronto specifico con il sindacato».

Amato ha tenuto a ribadire che «il Governo ha seguito nel corso di questi mesi, con coerenza e convinzione, il metodo del confronto e delle scelte condivise. E alla definizione della legge Finanziaria — ha aggiunto — si è arrivati attraverso un processo di elaborazione e messa a punto delle decisioni cui le parti sociali hanno partecipato in modo sostanziale, in sedi formali e informali».

Nella lettera il presidente del Consiglio non ha fatto riferimento a un eventuale tavolo a tutto campo, giudicato dallo stesso Amato ormai improponibile nei giorni scorsi. «Quanto alla riforma del Tfr, cui stiamo lavorando con impegno con l’obiettivo di prevenire ad un risultato condiviso, è in corso — ha sottolineato il premier — sul piano informale un’attività di elaborazione cui anche la Cisl partecipa; se questa fase, come spero, vedrà la costruttiva disponibilità di tutte le parti ad arrivare a una soluzione, il risultato che ne scaturirà potrà essere trasferito alla sede della concertazione».

La strada che intende percorrere Palazzo Chigi è chiara da tempo: risolvere in sede parlamentare (con la Finanziaria) e a Bruxelles la questione dell’Irpeg (e, quindi, del sommerso) e ottenere una stretta al tavolo tecnico sui contratti a termine, per poi avviare ufficialmente la trattativa sul Tfr, dalla quale dovrebbe scaturire l’intesa con Confindustria e sindacati. Un’intesa da tramutare successivamente in un emendamento alla Finanziaria da presentare al Senato.

Il Governo è cautamente ottimista, anche perché ha registrato un miglioramento del clima con le parti sociali. Lo stesso Del Turco ieri ha detto di avere l’impressione «che le condizioni siano diventate un pochino più accettabili». Il ministro delle Finanze ha aggiunto di «non ignorare che ci sia una componente fiscale». Un’ammissione implicita della disponibilità del Governo a far scendere dall’11% ad almeno l’8,5-8% l’aliquota sui fondi pensione. Palazzo Chigi, che giudica strategico il decollo della pensioni integrative anche in relazione alle difficoltà del sistema di previdenza obbligatoria, è anche pronto ad accantonate il "silenzio-assenso" per l’adesione ai fondi, a prevedere compensazioni per le imprese e a ridurre le distanze tra fondi chiusi e fondi aperti.

Marco Rogari