Amato-Cofferati:”Imprenditori poco europei”

03/04/2001



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Amato-Cofferati:
"Imprenditori
poco europei"

la polemica


ROMA – Giuliano Amato: una società moderna «non può fare a meno del sindacato» lasciando tutto in mano all’«individualismo contrattuale» con il rischio di provocare «guai veramente gravi, specie in condizioni di debolezza del ciclo economico». Sergio Cofferati: «Il mondo qui si è capovolto. Gli imprenditori non vogliono l’Europa e il sindacato invece sì». Il presidente del consiglio e il leader della Cgil hanno discusso di Europa e diritti assieme al garante della privacy Stefano Rodotà, a Elena Paciotti e a Giacomo Marramao. E Amato e Cofferati hanno attaccato le nuove parole d’ordine imprenditoriali.
Per il presidente del consiglio «raggiunta una certa flessibilità», pensare che non ci sia più bisogno del sindacato, sostituito dalla «contrattazione individuale è un modernismo pericolosissimo». Basta l’esempio degli Stati Uniti che «hanno molti lati positivi, ma c’è anche la debolezza dei salari e l’espulsione immediata dei lavoratori in periodi di bassa congiuntura». Quindi «non è vero che ciascuno può fare da solo. I guai dell’individualismo contrattuale sono gravi».
Cofferati ha spostato le critiche agli imprenditori sullo scenario europeo, sostenendo che «dai comportamenti della Confindustria è chiaro il tentativo di allontanarsi dai vincoli europei già operanti, come avvenne già davanti alla prospettiva della moneta unica. Le imprese dice Cofferati sono un passo indietro rispetto ai sindacati e la tutela dei diritti a geometria variabile che piace tanto al centrodestra e alla Confindustria è pericolosissima». Amato infine ha posto l’accento sulla crescente disaffezione dei cittadini verso l’Europa «innescata soprattutto da quelle liberalizzazioni che molti hanno percepito solo come uno svantaggio».