Altolà Cgil, arbitrato in 2 contratti su 19

06/02/2012

I contratti nazionali "dribblano" il collegato lavoro di novembre 2010. Su 19 accordi collettivi sottoscrittine]. zon (e quindi invigenza delle nuove regole) appena due hanno recepito la possibilità di devolvere in sede stragiudiziale (attraverso cioè conciliatori o arbitri) le liti di lavoro (salvo i casi di licenziamento, espressamente esclusi dalla legge). Si tratta dei ccnl del commercio (che interessa circa tre milioni di addetti) e del ccnl degli studi professionali che si "rivolge" a una platea di circa1,5 milioni di lavoratori, di cui 1`88% donne (dati Fisascat-Cisl). Entrambi gli accordi sono stati siglati "inmodo separato", senza cioè la Cgil. Che, a onor del vero, ha firmato l`accordo generale sugli studi professionali. Ma non ha poi sottoscritto il protocollo aggiuntivo del settembre zon con il quale Cisl e Uil si sono invece adeguate al collegato lavoro disciplinando conciliazione e arbitrato secondo equità per le controversie di lavoro che possono sorgere negli studi professionali. Nel 2009, secondo gli ultimi dati disponibili del ministero della Giustizia, in primo grado, sono state instaurate 114.617 controversie. E al 31 dicembre dello stesso anno risultavano, ancora pendenti 201.558 liti. Mentre l`arbitrato contenuto nel collegato lavoro è praticamente inattuato (e la concilizione è divenuta facoltativa ma ancoranon ci sono datiufficia-, li). Di qui l`esigenza difar decollare questi due istituti. Non solo per deflazionare i processi del lavoro.
Ma anche perchè il loro recepimento nei ccnl è previsto dallalegge, come ha ricordato mercoledì scorso il ministro del Welfare, Elsa Fornero, rispondendo a un`interrogazione parlamentare di Giuliano Cazzola (Pdl). E in caso di ulteriore inerzia entro maggio 2012 la titolare di Via Veneto ha "minacciato" di provvedere (seppur in via sperimentale) con un proprio decreto. «È chiaro che un`attività di mediazione del Governo è necessaria», dice Cazzo la. E l`introduzione di una clausola compromissoria (che va sempre certificata dagli enti certificatori) per devolvere agli arbitri le liti di lavoro «può avvenire anche con un accordo a latere interconfederale. Senza aspettare via via la scadenza degli oltre 40o ccnl», aggiunge Cazzola. Il primo ccnl ad adeguarsi alle nuove regole è stato quello del commercio che all`articolo 49 ha
previsto la possibilità per le parti di tentare di comporre la lite di lavoro attraverso la conciliazione facoltativa in sede sindacale (da devolvere alla commissione di concilia7ione paritetica territoriale). Mentre in ogni fase deltentativo di conciliazione le parti possono rimettere la materia del contendere a un arbitro (irrituale) che può decidere anche secondo equità. Vale a dire nel rispetto dei principi generali dell`ordinamento, anche derivanti da obblighi comunitari. La decisione dell`arbitro (lodo) è inoppugnabile anche qualora deroghi a disposizioni di legge o contratti collettivi. Al giudice spetta la sola valutazine della regolarità formale della decisione. Secondo il collegato lavoro possono essere risolte in questi modi le liti sulle ore di straordinario o sui giorni di permesso sindacale. Non quelle sui licenziamenti. Ma il protocollo aggiuntivo sugli studi professionali (vista la stragrande presenza femminile) ha corretto il tiro. Ed escludo
dalla clausola compromissoria (e quindi da queste procedure stragiudiziali) anche altre tipologie di cause di lavoro. Come quelle sui risarcimenti per infortuni (o malattie) sul lavoro. Per i casi "di mobbing", di maternità o paternità. O sulle tutele previste per i congedi matrimoniali.