Altolà al Cinese, Quercia divisa Il correntone: “Mossa sbagliata”

11/07/2002


GIOVEDÌ, 11 LUGLIO 2002
 
Pagina 4 – Interni
 
IL CASO
 
D´Alema: condivido in pieno la linea di Fassino. Ma la sinistra interna si smarca
 
Altolà al Cinese, Quercia divisa Il correntone: "Mossa sbagliata"
 
 
 
 
GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA – Adesso le carte sono in tavola. Quelle di Piero Fassino illustrate nell´intervista a Repubblica: Ds partito di tutti, attento alle alleanze, sganciato dal legame privilegiato con la Cgil. Quelle del correntone stupito per le parole del segretario, non spiazzato, ma sempre più deciso ad andare avanti nel sostegno a Sergio Cofferati, il vero leader della minoranza diessina. Carlo Leoni scuote la testa: «Siamo di fronte a uno scontro cruciale e Fassino che fa? Le pulci al segretario della Cgil. Non mi pare un´idea brillante». Laura Pennacchi sfugge alla logica delle lotte personali, ma proprio per questo nei concetti del leader della Quercia vede una contraddizione grande come una casa. «Nel merito stiamo dalla parte della Cgil, contro il patto per l´Italia – spiega il deputato del correntone -. Poi però l´analisi prende una piega sbagliata. Si dice che dobbiamo parlare a tutti. Ma la battaglia sull´articolo 18 coinvolge diritti universali, di tutti appunto».
Dopo i mesi della ricucitura, della possibile gestione unitaria, la vicenda diessina si presenta davanti alla strettoia delle firme, dei patti, degli accordi, delle divisioni. E il congresso ricomincia. Il leader dei liberal Enrico Morando sottoscrive il pensiero di Fassino: «Conferma la linea delle ultime settimane». Massimo D´Alema offre una sponda totale: «Condivido pienamente. Dice quello che ho detto anch´io, a partire dai rapporti con Cisl e Uil». Il presidente ds è stato anche più esplicito in privato. Ieri mattina, dopo aver letto Repubblica, ha chiamato il segretario per fargli i «complimenti». Il capo della segreteria Vannino Chiti fa sapere che dalla periferia sono giunti segnali di sostegno all´intervista di Fassino. Il partito che fa capo alla maggioranza congressuale si stringe compatto intorno al segretario. Ma allora ci sono due linee opposte sotto la Quercia? Cesare Salvi ironizza sulla possibilità della nascita di un´altra forza di sinistra, un presunto «Partito del lavoro»: «Meglio Socialismo 2000», ribatte citando la sua associazione. Giovanni Berlinguer affida a una nota ufficiale l´ennesima smentita rispetto all´ipotesi della scissione: «Non esiste». Aprile, l´associazione del correntone, apre però la strada a un confronto senza esclusione di colpi. «Ci sono le Feste dell´Unità. E lì si deve discutere, di Cofferati, dell´articolo 18, delle posizioni di Fassino. La partita continua. Il congresso di Pesaro? È stata solo un aspetto del dibattito dentro al partito». Parla Marco Fumagalli, leader della sinistra interna. Che rivela anche un particolare: Aprile ha lanciato un referendum sulla leadership alla Festa dell´Unità di Roma. «Distribuiamo un questionario ai militanti dove si chiede anche chi dev´essere il leader della sinistra unita – racconta – . Beh, è un plebiscito per Cofferati». Si mette quindi apertamente in discussione il ruolo di Fassino. E non solo. Il questionario va oltre e al di là del bla-bla sulla scissione non esita a immaginare nuovi scenari. La sesta domanda recita: «A sinistra: serve un altro partito, la federazione dei partiti di sinistra, l´Ulivo partito unico o va bene così?». Un altro partito? Il gioco può diventare pericoloso. I risultati non sono ancora noti, a parte quello su Cofferati anticipato da Fumagalli. Aprile tuttavia è pronta a trasferire l´esperimento alle Feste dell´Unità di tutta Italia. Allora l´effetto del «decalogo» può essere esplosivo.