Alte adesioni allo sciopero della Upim

19/12/2005

    domenica 18 dicembre 2005

    Pagina16 – Economia & Lavoro

    COMMERCIO

      Alte adesioni allo sciopero della Upim

        MILANO – Il 70%, in media, dei lavoratori ha aderito ieri allo sciopero nazionale della catena di grandi magazzini Upim contro la disdetta «unilaterale» del contratto integrativo. La Filcams-Cgil ha fornito i dati di partecipazione anche di varie città: il 70-80% a Milano, l’80% a Terni, il 75% a Roma, il 75% a Padova, l’85% a Messina e il 62% a Udine. Si sono svolti presidi davanti ai centri commerciali in vari comuni tra cui Milano, Torino e Genova.

          Upim (che dopo la cessione da parte del Gruppo Rinascente è di proprietà di Pirelli Real Estate, Investitori Associati, Deutsche Bank Real Estate e Borletti) ha circa 3.500 dipendenti, di cui 500 a Milano, distribuiti in 180 punti vendita. Proprio nel capoluogo lombardo si è svolto un presidio al quale hanno preso parte circa 300 persone.

            L’astensione dal lavoro di ieri è stata decisa a fine novembre dai delegati e dalle segreterie Filcams, Fisascat, Uiltucs all’incontro di presentazione della piattaforma rivendicativa dopo che Upim e Rinascente, fino a quel momento aziende dello stesso gruppo, avevano «disdettato unilateralmente e anticipatamente» il contratto integrativo del gruppo in scadenza il 31 di dicembre. Ma in quella quella circostanza, a differenza della Rinascente, Upim ha rigettato la richiesta sindacale di prorogare l’integrativo per il tempo necessario alla stipula del nuovo contratto.

            Contemporaneamente la direzione Upim ha aperto una procedura di mobilità nella sede centrale di Milano, ha dichiarato esuberi nel deposito di Levante e anticipato l’intenzione di dare il via ad una ristrutturazione della rete di vendita, chiudendo una decina di negozi.