Alpitour

Da IlSole24Ore Giovedì 2 Marzo 2000

Il gruppo leader nazionale apre a Roma una sede di Jumbo Tours per l’«incoming» e punta a 200mila presenze dall’estero nel 2001 Alpitour fa rotta sull’Italia Arriva anche la controllata Renthotel per gestire alberghi e villaggi: Sardegna e Sicilia le priorità

MILANONuove attività in Italia per Alpitour, primo tour operator del Paese con un fatturato superiore ai 1.600 miliardi di lire. Il gruppo piemontese — controllato da Ifil (43,5%), famiglia Isoardi (con una quota analoga) e famiglia Rosso (13%) — ha infatti deciso di diversificare l’attività che tradizionalmente lo vede impegnato nel portare gli italiani in vacanza e di aprire anche in Italia la sede operativa di due società controllate: Jumbo Tours e Renthotel. La prima, che già si occupa di incoming soprattutto in Spagna, ma anche in Francia, Gran Bretagna e altri Paesi, avrà il compito di portare turisti stranieri in Italia, soprattutto nelle città d’arte. La seconda, Renthotel, si occuperà invece della gestione di attività alberghiere e villaggi turistici nel nostro Paese, con un attenzione particolare al Mezzogiorno, Sardegna e Sicilia in primis.

«Oggi l’incoming in Italia è portato avanti solo da piccole e qualificate esperienze — spiega Bruno Piccini, direttore generale di Jumbo Tours Italia e Renthotel Italia — Noi avremo il vantaggio di poter utilizzare interlocutori che già conosciamo, cioè i tour operator stranieri». Jumbo Tours, dopo Roma, aprirà una sede anche in Veneto, con un occhio di riguardo non solo per Venezia, ma anche per le altre città d’arte della regione. «Vogliamo assicurare 30mila presenze straniere già quest’anno, per salire rapidamente l’anno successivo a quota 200mila. In Spagna portiamo molti turisti, così come a Parigi, mentre a Londra lo sviluppo dell’attività è più recente».

Jumbotours, interamente controllata da Alpitour, ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa: il giro d’affari, ancora limitato a 26 milioni di euro nel ’92, l’anno scorso ha sfiorato i 120 milioni di euro, quasi 240 miliardi. Nello stesso arco di tempo, i clienti sono passati da 148mila a oltre 700mila, mentre i dipendenti hanno raggiunto le 250 unità. Nei piani di sviluppo, c’è la prossima apertura di sedi in Tunisia, Egitto, Turchia, Grecia, Capo Verde e Antigua. Tra i servizi offerti: ricerche di mercato, analisi della concorrenza, negoziazione con gli hotel, programmi di escursione, offerte last minute e programmi su misura per gruppi, fly & drive etc.

Per quanto riguarda Renthotel, spiega Piccini, «si è visto che avere dei villaggi con il nostro marchio è positivo e dunque vogliamo fare lo stesso in Italia, anche per poter avere un controllo più stretto sulla qualità».

La prima operazione è già stata conclusa in Sardegna, con un hotel a 4 stelle a 3 chilometri da Porto Rotondo, nel Golfo di Marinella. La struttura, che si chiama Abi d’Oru, è dotata di 180 camere e aprirà per la stagione estiva dopo i lavori di ristrutturazione. «Nell’immediato futuro puntiamo ancora sulla Sardegna, dove probabilmente metteremo a segno il prossimo "colpo, e poi sulla Sicilia — dice il direttore generale — Vogliamo diventare una compagnia alberghiera importante in Italia, non escludiamo di mettere piede anche nelle città d’arte, ma a breve guardiamo piuttosto alle destinazioni al mare e in montagna». «Nel Sud si tratta di offrire un prodotto qualificato, e non solo noi, ma anche i tour operator stranieri pensano che ci siano grandi spazi di sviluppo — conclude Piccini — L’obiettivo è di raggiungere in 4 anni la gestione di almeno una decina tra hotel e villaggi».

Renthotel (anche in questo caso la sede centrale è in Spagna) ha attualmente la gestione di 17 strutture in dieci Paesi, con circa 3.800 camere. Nel ’99 il giro d’affari è stato pari a 107 milioni di euro, circa 200 miliardi di lire.

Martino Cavalli