Alpitour sposta il tiro sui villaggiIl

20/02/2002





L’amministratore delegato, Andrea Tomei: �In passato siamo stati lenti, ora vogliamo investire per essere i leader�
Alpitour sposta il tiro sui villaggiIl
2001 in rosso per quasi 10 milioni €
Martino Cavalli
(DAL NOSTRO INVIATO)

TORINO – Il 2001 ha chiuso in rosso, e buona parte della responsabilit� va addebitata al mercato e alle sue caratteristiche strutturali, con eccesso di offerta, pressioni sui prezzi, sconti, prenotazioni ritardate al massimo. Cos�, commenta Andrea Tomei, amministratore delegato di Alpitour, il maggiore tour operator italiano, �un anno gi� destinato a non chiudere brillantemente � diventato negativo dopo gli eventi dell’11 settembre�. Il risultato netto sar� vicino a una perdita di 10 milioni di euro (si veda anche la tabella), ma un cash flow ampiamente positivo ha comunque permesso di finanziare lo sviluppo, con nuovi progetti alberghieri in Tunisia, Egitto e Capo Verde. Adesso l’imperativo � proprio quello di riportare al centro i programmi operativi, che per il 2002 vedono tornare prepotentemente in primo piano i villaggi. �Alpitour � stata un po’ lenta sui villagi, che invece era un segmento importante, e intanto i concorrenti si sono rafforzati – commenta Tomei -. Ma adesso vogliamo diventare i leader del mercato entro un triennio, ogni stagione apriremo due o tre nuovi villaggi Bravo Club�. L’acceleratore sui villaggi � dunque una delle principali novit� della prossima stagione. Le altre mosse saranno essenzialmente due: la prima consiste nel combattere con forza il fenomeno del last minute, che tanti danni provoca alla programmazione e al conto economico, spingendo sul fenomeno opposto, cio� l’early booking, premiato con ribassi fino a 400 euro per chi acquista gi� in febbraio. E poi ancora il lancio delle Coccinelle, prodotti che stanno in una fascia di prezzi pi� bassi (�ma sempre con la nostra qualit�, assicura Tomei) destinati a combattere la concorrenza dal basso, degli unbranded. Insomma, dice Tomei prendendo in prestito il vocabolario della grande distribuzione, �prodotti di primo prezzo�. Per quanto riguarda le destinazioni, il tour operator si aspetta un’estate "mediterranea", a partire dall’Italia, ma anche Baleari, Grecia, Turchia, senza dimenticare l’Egitto che – malgrado la batosta degli ultimi mesi – pu� arrivare vicino ai volumi del 2001. �Sul lungo raggio invece c’era un forte eccesso di offerta, anche aerea, e la stiamo razionalizzando riducendola un po’, in fondo anche questo � uno dei compiti che spettano al leader del mercato�, aggiunge Tomei. Baster� una "limatina" all’offerta per ridare redditivit� a un business che in Italia ha margini bassissimi, mentre in Europa porta a casa utili netti comparabili agli altri settori industriali? �No, non baster� – commenta ancora Tomei – i mercati del nord hanno qualcosa che noi non avremo mai, cio� grandi volumi e una elevata destagionalizzazione, oltre a una forte integrazione verticale che comprende il business alberghiero come quello del trasporto aereo. Tuttavia, questo � un fenomeno che prender� piede anche da noi e in prospettiva anche i conti economici ne trarranno un beneficio�. Alpitour, la sua integrazione verticale l’ha gi� iniziata. L’8 marzo, per esempio, sar� operativo il primo volo della nuova compagnia aerea, destinata appunto a mantenere all’interno del gruppo quel valore che altrimenti andrebbe disperso a favore di altre societ�. � il primo effetto concreto delle sinergie che si stanno creando con Preussag, il gigante tedesco che controlla il 10% della Nuova holding turismo (al 90% Ifil), a sua volta controllante di Alpitour e delle agenzie di viaggio Welcome Travel. L’altro progetto, ancora pi� ambizioso, � quello di portare – sempre grazie a Preussag – circa 300mila stranieri all’anno in Italia fra tre o quattro anni. �Vogliamo sviluppare un progetto alberghiero balneare nel Mezzogiorno su cui attiveremo delle programmazioni charteristiche, ma per questo ci servono le tante stagionalit� offerte dalla clientela di Preussag�.

Mercoled� 20 Febbraio 2002