Alpitour: Riorganizzarsi per crescere

27/10/2006
    gioved� 26 ottobre 2006

    Pagina 22 – Turismo

    Riorganizzarsi per crescere

      Il presidente di Alpitour, Daniel John Winteler: come puntiamo sull’incoming. D� i suoi frutti la strategia messa in atto dal t.o.

        di Andrea G. Lovelock

          Oltre 485 milioni di euro di fatturato nel primo semestre, +42% rispetto al primo semestre ’05, sono un ottimale trampolino di lancio per le strategie che il gruppo Alpitour, prima firma di tour operating in Italia, si appresta a realizzare in tempi stretti. Un risultato che, come sottolinea a ItaliaOggi Daniel John Winteler, presidente del gruppo, �giunge al termine di una profonda riorganizzazione e di una ferrea disciplina finanziaria interne. Abbiamo fatto significativi sforzi per ottimizzare i processi aziendali, lavorando molto sulla formazione e qualificazione professionale delle risorse umane. Questo perch� il turismo organizzato � un settore molto dinamico e innovativo, dove spesso, almeno in passato, � mancata la sostenibilit� economico-finanziaria. Sostanzialmente, vale la regola che, per consolidarsi come player, occorre riorganizzarsi secondo i dettami del mercato. Noi l’abbiamo fatto in poco tempo, pagandolo sul conto economico, ma riuscendo a mantenere la leadership nel turismo organizzato. Adesso siamo in grado di passare alla fase successiva’.

            Per l’immediato futuro, spiega Winteler, �abbiamo focalizzato i nostri campi d’azione, in particolare quello del settore ricettivo urbano. Potevamo indirizzarci verso presidi singoli, parcellizzati su varie citt� ad alta vocazione incoming. Ci siamo invece concentrati su un singola citt�, Roma, con ben cinque strutture alberghiere e solo successivamente, con un consolidamento del business, ci orienteremo verso altre localit�. La nascita di Aw hotels’, precisa Winteler, �� la riprova che Alpitour crede nel prodotto incoming e lavora per dare alla sua offerta quel vantaggio competitivo e quella eccellenza che possono ancora fare la differenza sui mercati internazionali’.

            Dal tour operating a sistema di servizi ben integrati e gestiti in prima persona: � questo il modello vincente per intercettare il business dell’incoming Italia?

            Winteler ne � convinto: �Per Alpitour � cos�: abbiamo oltre 20 strutture tra alberghi e resorts dove poter convogliare la domanda internazionale, abbiamo le forze e l’organizzazione adeguate per allestire servizi incoming e siamo dotati di una linea aerea con una flotta da posizionare nelle location dove trovare il miglior bilanciamento tra flussi di traffico inbound e outbound. Inoltre, abbiamo relazioni operative con i pi� grandi tour operator esteri. Credo che queste siano le premesse giuste per consolidare la nostra operativit� e aumentare la redditivit�’.

            A questi sforzi si contrappongono variabili tutte da verificare: prima tra tutte la city-tax o contributo di soggiorno. �Cos� come � stata prospettata’, sottolinea Winteler, la city tax rischia di svilire perfino le strategie attuabili per destagionalizzare i flussi turistici nelle nostre citt�. Se fosse stata introdotta nel contesto di un grande piano di rilancio del turismo italiano, e quindi risorse e supporti alle imprese turistiche, avrebbe forse avuto una sua logica. Ma non � successo nulla di tutto questo’.

            Poi c’� la concorrenza, in costante crescita, del web, che, tra l’altro, rischia di spiazzare figure imprenditoriali e professionali come quelle create in Alpitour. �Credo che ci sia spazio per tutti: internet � uno dei tanti canali e ha un suo target, una sua clientela. Anche noi ci siamo attrezzati per presidiare molteplici canali di vendita. Ma credo che nel turismo organizzato ci sar� sempre bisogno di firme, di imprese in grado di assicurare un’organizzazione del viaggio e del soggiorno senza brutte sorprese’. (riproduzione riservata)