Alpitour, il gioco si fa duro

19/09/2003


ItaliaOggi (Turismo)
Numero
222, pag. 15 del 19/9/2003
di Fabio Donfrancesco


Le attività divise in cinque business unit. Incorporati i marchi Welcome e Neos.

Alpitour, il gioco si fa duro

Riorganizzazione interna e aumento di capitale

Si apre una nuova fase di sviluppo per Alpitour. Il tour operator leader in Italia completa il piano di riassetto organizzativo attraverso l’incorporazione delle attività di distribuzione (Welcome) e di trasporto aereo (Neos), in precedenza detenute dalla propria controllante Nht (Nuova holding del turismo). L’operazione, che verrà perfezionata entro i primi di novembre, prevede un contestuale aumento di capitale di 18 milioni di euro, di cui 9 milioni cash. ´Si tratta di un’iniziativa di rilievo non soltanto sotto il profilo formale, ma sostanziale, per i benefici effetti che genererà’, ha spiegato ieri a ItaliaOggi Andrea Tomei, amministratore delegato del gruppo turistico con sede a Cuneo. ´Ora siamo finalmente in grado di governare trasversalmente tutta la filiera dell’industria turistica, con un modello organizzativo aperto e integrato verticalmente. Aperto’, tiene a sottolineare Tomei, ´ai diversi operatori del mercato, a cominciare dagli agenti di viaggio’.

Una delle novità del piano di riorganizzazione, infatti, è la volontà di migliorare ulteriormente il rapporto con il trade, utilizzando strumenti anche d’incentivazione. ´La filosofia a cui facciamo riferimento è esclusivamente di tipo meritocratico, ogni brand è indipendente e con obiettivi autonomi e deve crescere con le proprie gambe’, sottolinea l’amministratore delegato. ´Abbiamo previsto un notevole investimento per la formazione del personale che fa capo alla struttura commerciale, per ciascuna delle cinque aree territoriali (Milano, Torino, Padova, Bologna e Roma). Questo ci consentirà di delocalizzare certe decisioni di carattere operativo, velocizzando i tempi e semplificando le competenze’.

Alpitour, dopo aver retto alla crisi internazionale del settore degli ultimi anni (nel 2002 ha registrato una perdita di 8,8 milioni di euro), che ha fatto affondare il giro d’affari tanto dei grandi quanto dei piccoli operatori, ora è pronto a cavalcare l’onda favorevole che non tarderà ad arrivare. ´Diciamo che nel 2002 ci siamo scaldati i muscoli, pur preservando la nostra quota di mercato. Adesso, però’, dichiara Tomei, ´entriamo in campo con una squadra ben affiatata e con un centravanti di sfondamento come Carlo Cutturini, che ora diventa unico responsabile della divisione tour operating, il vero motore di tutto il sistema. Ma anche le altre business unit saranno guidate da manager di comprovata esperienza: Mauro Piccini per il settore alberghiero, Basilio Guerra per l’incoming, Sergio Testi per la distribuzione e Carlo Stradiotti per l’aviation’.

Il gruppo Alpitour, facendo riferimento all’holding detenuta per il 90% dall’Ifil e per il restante 10% dall’operatore tedesco Tui, è stato in passato al centro di voci di possibili nuove alleanze e scalate internazionali. Tomei, in questo caso, adotta una tattica d’interdizione: ´L’obiettivo primario del gruppo è di crescere per linee interne, facendo il nostro gioco di squadra’.