Alpitour: Ifil sale al 100%

01/02/2001

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Giovedì 1 Febbraio 2001
finanza & mercati
—pag—33

La società paga 200 miliardi per arrivare al controllo completo e rafforza la presenza nel turismo.
Ifil sale al 100% di Alpitour.
Il tour operator cuneese ha chiuso l’esercizio con 2mila miliardi di fatturato e 3,5 miliardi d’utile

MILANO È passato nelle mani dell ’Ifil , la finanziaria di partecipazioni della famiglia Agnelli, il controllo totalitario dell ’Alpitour . Il prezzo per l’acquisto dalla Blufint della famiglia Isoardi del 43,5% di Alpitour è di circa 200 miliardi di lire che potrà essere integrato in funzione del conseguimento dei risultati di periodo. L’Ifil che già deteneva il 56,5% del tour operator cuneese, passa così al 100 per cento.

Blufint, con l’accordo di vendita all’Ifil del 43,5% di Alpitour, ha contestualmente rinunciato all’opzione di acquisto del 6,5% del capitale che le avrebbe consentito di tornare al 50% in Alpitour. Commentando l’accordo l’amministratore delegato dell’Ifil, Gabriele Galateri, ha sostenuto che il controllo totalitario rappresenta per la società della famiglia Agnelli un «traguardo importante a conferma della strategia di crescita nei settori di presenza anche in società non quotate ricche di potenziale sviluppo».

L’Ifil era entrata in Alpitour nel ’92 quando la società realizzava 450 miliardi di fatturato; negli anni successivi la leadership nel settore dei viaggi si era consolidata attraverso un programma di crescita interna, l’acquisto della Francorosso e l’ingresso nel capitale di Viaggidea e di Viaggi dell’Elefante. Per Guglielmo Isoardi, consigliere Ifil e presidente di Alpitour, «l’accordo consente di mantenere salde le radici territoriali e garantisce ad Alpitour un assetto azionario adeguato alle dimensioni raggiunte e al programma di sviluppo».

A fine dicembre scorso il giro d’affari consolidato di Alpitour ammotava a circa 2mila miliardi di lire, con un incremento del 17% rispetto al precedente esercizio. Il risultato netto consolidato è positivo per 3,5 miliardi, ma in flessione rispetto ai 16,7 miliardi dell’esercizio 1998/99 in seguito agli effetti negativi del Capodanno 2000, all’apprezzamento del dollaro e all’aumento del costo del petrolio.

L’operazione annunciata ieri consente a Ifil di consolidare ulteriormente il suo portafoglio in campo turistico, dove dispone ormai di una presenza consolidata in tutta la filiera produttiva del settore. Oltre al 100% di Alpitour, sotto l’ombrello della famiglia Agnelli ci sono (in qualche caso anche attraverso l’Exor) il 22% del Club Méditerranée, il 100% della Welcome Travel (130 agenzie distributive in Italia) una piccola partecipazione diretta in Accor (alberghi) e il 25% della Sifalberghi, una catena di alberghi in Italia il cui restante 75% è in mano alla stessa Accor. Business destinati ad attivare tra di loro tutte le sinergie possibili — ma non ad accordi o integrazioni di carattere societario. Ieri in Borsa i titoli dell’Ifil hanno chiuso con un calo dello 0,81% a 8,677 euro.

Il mondo del turismo organizzato del resto — sulla falsariga di quanto sta accadendo in tutto il Vecchio continente — sta vivendo negli ultimi anni un rapido processo di consolidamento e di maturazione finanziaria. A Piazza Affari sono già sbarcati I Grandi Viaggi e nei prossimi mesi dovrebbero arrivare anche I Viaggi del Ventaglio, controllati oggi al 100% dalla famiglia Colombo.

—firma—R.Fi.