Alpitour – esito incontro 16/10/2012

Roma, 24 ottobre 2012

Il 16 ottobre, si è tenuto il primo incontro con la direzione del gruppo Alpitour, per esaminare la possibilità del ricorso ad ammortizzatori sociali per le aziende in oggetto.
Nel caso di Alpitour, la richiesta di ricorrere alla Cigs, nasce dal trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori di Cuneo, nella nuova sede di Torino. Parte dei lavoratori, nonostante le condizioni previste dall’accordo di gestione del trasferimento, non potranno o non vorranno trasferirsi. L’accompagnamento di una Cigs e’ evidentemente utile ai fini di un ricollocamento e/o di sostegno. Inoltre, l’azienda ha annunciato di voler chiudere, entro la fine dell’anno, la sede di Bologna, dove sono occupati 5 lavoratori. L’estensione di una Cigs anche a quei lavoratori e’, per noi, fondamentale.
L’incontro ha avuto un carattere interlocutorio, per comprendere quale tipo di ammortizzatore sociale potrà essere richiesto, tenendo conto che, essendoci stata la vendita del gruppo alla fine del 2011, non si potrà richiedere la Cigs per crisi. Si farà ricorso, molto più probabilmente, ad una Cigs per riorganizzazione, condizione, per altro, più vantaggiosa per gli stessi lavoratori, in quanto può essere richiesta per 24 mesi.
L’azienda ha quindi comunicato che, in tempi brevi, aprirà una procedura di mobilità, per consentire un acceso rapido a quelle lavoratrici ed a quei lavoratori che trovassero altra occupazione in tempi brevi. Nel frattempo si rapporterà con il Ministero del Lavoro per avere certezze circa il tipo di Cigs a cui può accedere. Tuttavia, l’azienda prevede che i tempi necessari per svolgere tutti i passaggi, richiederanno almeno altri due mesi, se non, addirittura, anche il prossimo gennaio.
Si è, perciò, convenuto che quelle lavoratrici e quei lavoratori che non intendono trasferirsi a Torino, facciano richiesta di aspettativa non retribuita, a partire dal 01 novembre, fino alla fine dell’anno, in attesa di definire tutto il percorso. Per quanto attiene, invece, la sede di Bologna, Alpitour ha già comunicato ai lavoratori interessati che saranno retribuiti fino alla soluzione del problema. Va evidenziato che i trasferimenti da Cuneo a Torino inizieranno dalla data odierna, e che le condizioni di Cuneo e Bologna sono evidentemente diverse.
Abbiamo dato la nostra disponibilità, sollecitando l’azienda ad accelerare i tempi.
Per quanto attiene Welcome Travel, l’azienda , già a luglio, aveva iniziato a richiedere a lavoratrici e lavoratori, di "trasformare in part time" i contratti a tempo pieno. In numerose filiali lavoratrici e lavoratori si erano rivolti alle Filcams territoriali. Inoltre, due agenzie di Bologna sono già state chiuse. Grazie ad un nostro intervento, l’azienda ha fermato l’iniziativa unilaterale che aveva messo in campo. Abbiamo chiesto, anche per Welcome Travel, di ricorre ad ammortizzatori sociali, sia per le agenzie in chiusura che per quelle per cui l’azienda chiede una riduzione dell’orario. Va evidenziato che, nella maggior parte dei casi, i dipendenti per provincia, non superano le cinque unità. La Direzione aziendale ha ripetutamente sottolineato questo dato, evidenziando che sarebbe consentito intervenire con licenziamenti individuali senza ricorrere ad una procedura di mobilità.
L’insistenza su questo punto, ha causato, nel confronto, momenti di tensione. alla fine, si è convenuto sul ricorso ad ammortizzatori sociali, ma anche in questo caso e’ necessario un approfondimento informale con il Ministero del Lavoro, per avere certezze sul tipo di Cigs che potrà essere richiesta. L’azienda, ci ha però chiesto, avendo la necessità di ridurre i costi nell’immediato, dato che chiuderà l’esercizio 2012 il 31 ottobre prossimo, di ridurre l’orario di lavoro dei dipendenti attraverso la trasformazione dei contratti individuali in part time a termine.
Pur dando la nostra disponibilità ad andare incontro alle esigenze dell’azienda, abbiamo ritenuto più tutelante per lavoratrici e lavoratori, eventualmente, il ricorso prioritario a ferie e permessi residui e, in seconda battuta, a permessi non retribuiti. Le suddette opzioni, andranno comunque gestite a livello territoriale. Abbiamo ritenuto percorribile questa strada, anche alla luce del fatto che oggettivamente Welcome Travel, nella maggior parte dei territori, e’ presente con massimo 5 dipendenti.
Nel frattempo si dovrà accelerare il percorso per ricorrere ad ammortizzatori sociali.
Siamo in attesa di definire una data di incontro, di cui vi darò tempestiva informazione.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi