Alpitour, conti buoni e un marchio globale

01/02/2005

    martedì 1 febbraio 2005

      Pagina 20 – Economia

        FATTURATO SU DEL 18% GRAZIE ALL’OFFERTA ITALIA
        Alpitour, conti buoni
        e un marchio globale

          TORINO
          Sarà «Alpitour World» il nuovo marchio con cui la società del Gruppo Ifil specializzata in attività turistiche affiancherà il suo nome a quelli delle aziende che ne compongono la costellazione (dalla stessa Alpitour a Francorosso, Viaggidea, Karambola, Volando, Neos, Welcome Travel, Altamarea e BravoClub). L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione dei conti 2004, anno che il leader nel settore dei tour operator in Italia ha chiuso in netta crescita, con un fatturato di 1100 milioni di euro, il 18% in più del 2003, ed un utile di 3,4 milioni, contro i 700.000 mila euro dell’anno precedente.

          «Oltre a dare evidenza alla completezza dell’ offerta turistica del Gruppo il nuovo marchio costituirà una “firma” facilmente riconoscibile, in grado di garantire la qualità dei prodotti e dei servizi dell’ Alpitour», ha spiegato Mauro Piccini presiedendo il consiglio di amministrazione che ha esaminato i dati di bilancio. Il «brand» Alpitour World andrà ad affiancare progressivamente gli altri nomi che compongono la struttura del gruppo turistico.

          Riguardo ai programmi per il 2005 Piccini ha detto che si manterrà la rotta dell’anno da poco concluso con risultati il cui merito oltre ad essere merito del management è anche frutto della nuova impostazione che la società ha concordato un anno e mezzo fa con l’azionista. «Il risultato positivo di Alpitour – concorda Daniel John Winteler, amministratore Delegato dell’ Ifil – è la conferma che siamo sulla buona strada: il Gruppo mostra una significativa tendenza di crescita e soprattutto evidenzia una realtà sana, sotto il profilo reddituale e patrimoniale».

          In concreto i programmi portati a termine e che continueranno ad essere di riferimento si sono mossi sulla linea di una profonda ristrutturazione, abbinata ad un riassetto dei «pesi» all’interno della filiera del Gruppo e, soprattutto, verso lo sviluppo di un prodotto turistico italiano con l’aumento delle strutture ricettive, che in appena due anni sono passate da 2 a 24 e l’ accordo con Tivigest per lo sviluppo di un «catalogo Italia» in comune.

          «Inoltre – ha fatto presente Winteler – a spingerci ancora di più in questa direzione c’è il grande interesse mostrato dagli operatori cinesi per l’offerta che abbiamo centrato sul nostro Paese». Ulteriori conferme, dunque, che sottoilineano la solidità delle strategie di Alpitour, che, come annunciato, proseguirà su questa linea di sviluppo. «Nel contempo – ha assicurato l’amministratore delegato dell’Ifil – manterremo grande attenzione alla disciplina dei processi di gestione. Una scelta quanto mai necessaria, tenuto conto della notevole complessità del business turistico».

            E secondo una studio del Touring club italiano dal 1996 al 2002 la spesa delle famiglie italiane per il turismo è passata da un equivalente di 601.854 milioni di euro a 752.205 milioni, mentre gli occupati nel settore sono saliti del 22% nello stesso periodo.