Almunia tira dritto: «Il debito è insostenibile»

10/10/2007
    mercoledì 10 ottobre 2007

    Pagina 3 – Economia

      Padoa-Schioppa corregge il Commissario: la Ue non ci chiede nuove misure

        Ma Almunia tira dritto
        "Il debito è insostenibile"

          ALBERTO D´ARGENIO
          dal nostro inviato

            LUSSEMBURGO – Su una cosa Padoa-Schioppa e Almunia sono d´accordo: sul fronte del risanamento dei conti pubblici il governo italiano poteva fare di più. Sul resto, invece, tra il ministro e il commissario Ue a margine della due giorni di Lussemburgo tra i ministri delle finanze europei è andato in onda uno scontro inedito: Roma non rispetta gli impegni e deve prendere «misure aggiuntive» per rinforzare la Finanziaria, ha detto il responsabile europeo. Non è vero, ha ribadito l´inquilino di Via XX Settembre, abbiamo onorato tutte le promesse.

            Nella notte tra lunedì e martedì Almunia si è presentato nella sala stampa del vertice economico chiedendo «misure aggiuntive» per permettere alla Finanziaria di rispettare gli impegni sui conti. La legge di bilancio 2008, ha spiegato, prevede di portare il deficit entro la fine del prossimo anno dal 2,4% al 2,2% del Pil, con una sforbiciata inferiore a quello 0,5% richiesto a tutti i paesi della zona euro. Non solo, a non andare giù è anche il fatto che l´Italia preveda il completo risanamento entro il 2011, un anno dopo rispetto all´impegno firmato ad aprile da tutti i ministri. Quindi ieri mattina, arrivando alla riunione, Almunia ha aggiunto: «L´Italia ha un debito pubblico insostenibile, che ogni anno costa il 4,5% del Pil. In una fase economica favorevole – ha chiosato – le entrate aggiuntive vanno utilizzate per il risanamento altrimenti al prossimo rallentamento dell´economia l´Italia si ritroverà di nuovo in deficit eccessivo con debito e spesa in aumento».

            Una presa di posizione alla quale Padoa-Schioppa ha reagito prima con il consueto garbo (i richiami alla disciplina da sempre piacciono al ministro, impegnato sul fronte interno a imporre il risanamento): «Quello che dice Almunia è condivisibile», ha detto. Ma poi si è inalberato: «Noi abbiamo rispettato gli impegni». A fine anno, ha spiegato, l´Italia avrà un deficit del 2,4%, ben al di sotto del 2,8% richiesto, e la correzione imposta da Bruxelles nel triennio 2006-2008 era del 2,1%, mentre «noi siamo arrivati in anticipo su questo impegno». Insomma, ha chiosato, «con una parte dell´anticipo realizzato con la manovra dello scorso anno copriamo quel che ci resta nel 2008». Comunque, ha tagliato corto, «l´Eurogruppo non ci ha chiesto misure aggiuntive».

            Chi ha ragione? Tutti e due. Da un lato Almunia può interpretare le regole Ue in modo estremo chiedendo lo 0,5% annuo e l´azzeramento del deficit entro il 2010. D´altra parte le sue richieste non sono vincolanti, visto che in Europa l´unico obbligo deriva dalle procedure per deficit eccessivo: e quella a carico dell´Italia aperta ai tempi di governo Berlusconi verrà abrogata nel nuovo anno visto che il centrosinistra ha riportato il deficit al di sotto del 3%.