Almeno sul lavoro il centrosinistra ha una proposta unitaria

26/05/2005
    giovedì 26 maggio 2005

    Almeno sul lavoro il centrosinistra
    ha una proposta unitaria

      di Giampiero Rossi /Milano

      PROGRAMMA Sul Tema del lavoro il centrosinistra si sta attrezzando per arrivare all’appuntamento di governo preparato ad affrontare uno scenario tutto da ricostruire. In pratica, si può dire, è un pezzo di programma già pronto, frutto di tre anni di studi, incontri e confronti che hanno permesso l’elaborazione di una serie di proposte per riallineare l’Italia alle grandi economie con cui dovrebbe confrontarsi. Tutto questo percorso si è sviluppato all’insegna dell’unitarietà all’interno della coalizione di centrosinistra e oggi i responsabili delle politiche del lavoro dei Ds (Cesare Damiano), della Margherita (Tiziano Treu), dello Sdi (Pino Marango) e dei Repubblicani europei (Alberto Ermelli Cupelli) presenteranno il loro contributo al programma di governo relativo a questi temi ai segretari confederali dei sindacati in un dibattito pubblico all’ex Hotel Bologna di via Santa Chiara 5 a Roma. «Si tratta del frutto della contaminazione tra culture diverse – spiega Cesare Damiano – basato però sui dati di fatto».

        Tra i punti cardine del documento che verrà discusso oggi insieme ai dirigenti di Cgil, Cisl e Uil, c’è anche l’idea della necessità di un intervento pubblico nell’economia. «Non a livello di gestione, ovviamente – tiene a sottolineare Damiano – ma con funzioni di indirizzo e sostegno, cioè una sorta di regia fondata sul meccanismo degli incentivi mirati, proprio come accade melle altre grandi economie, dagli Stati Uniti di Bush alla Francia di Chirac o alla Germania di Schroeder. D’altra parte i guasti prodotto dal laissez fair berlusconiano sono sotto gli occhi di tutti nel clamoroso depauperamento del tessuto produttivo italiano».
        Sul fronte più strettamente legato al lavoro, l’obiettivo dichiarato del centrosinistra è il superamento della Legge 30, perché inadatta sia alle imprese che ai lavoratori.

        Un passaggio che dovrebbe avvenire non attraverso alcuna forma di “abrogazione” ma per mezzo di una nuova legge «che metta al centro, anche attraverso forme di incentivazione e credito d’imposta per le aziende virtuose, il lavoro a tempo indeterminato», ricorda Cesare Damiano. Al tempo stesso, Il terzo pilastro del progetto per il lavoro dell’Unione affronta il tema dell’estensione delle tutele e dei diritti ai lavoratori flessibili, anche attraverso un arete di servizi territoriali in grado di “accompagnare” ogni singolo individuo lungo il suo percorso tra un lavoro e l’altro.

          Un capitolo centrale del documento presentato oggi è anche quello della difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni. «La questione dell’inflazione reale e di quella percepita non può essere liquidata come una fobia collettiva – spiega Damiano – quindi oltre a superare il meccanismo obsoleto dell’inflazione programmata, intendiamo focalizzare l’attenzione sula necessità di rinnovare i contratti alla loro scadenza naturale, sull’opportunità di rilevazioni statistiche in grado di rispecchiare la realtà e su una fiscalità più equa. A partire dalla restituzione del drenaggio fiscale».