Almeno in quattro pronti a “prenotare” i Jolly Hotels

29/06/2005
    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA di Lunedì 27 Giugno 2005

      ATTUALITA pag. 12

        Almeno in quattro pronti a ‘prenotare’
        i Jolly Hotels

          PAOLO POSSAMAI

            Ma che mestiere potrà mai fare nel futuro prossimo l’Italia, cui cinesi e indiani stanno scippando tanta parte delle ex glorie manifatturiere nazionali? Dice di sè Gian Mario Tondato da Ruos, amministratore delegato di Autogrill, con autoironico understatement: "Non so di strategie, di macro tendenze economiche. Mi occupo di panini". Bene. Attività di servizio a chi viaggia, che ha condotto Autogrill a essere leader nel mondo. Ma turismo vuol dire pure alberghi. E qui viene in causa l’assalto straniero alla maggiore catena alberghiera italiana. Si chiama Jolly Hotels, sotto scacco del socio spagnolo Nh Hoteles. Non è affatto chiaro come evolverà lo scontro, dopo che l’assemblea del 10 giugno scorso ha bocciato l’aumento di capitale da 60 milioni di euro proposto da Nh. Il colosso spagnolo, che possiede il 20,7% di Jolly ed è guidato dall’italiano Gabriele Burgio, potrebbe impugnare l’esito dell’assemblea o secondo le attese del nucleo di maggioranza italiano potrebbe invece passare la mano. Se fosse transitata la proposta di rafforzamento patrimoniale, Nh avrebbe conquistato la maggioranza. Ma gli eredi di Gaetano Marzotto, che ha fondato la Compagnia Italiana Alberghi Turistici nel 1949, hanno fatto fronte comune. Vittorio Zanuso (presidente), Maria Pia Marzotto (già consorte di Vittorio), Ugo e Ita Francesca (figli di Vittorio e Maria Pia), assieme sommano poco meno del 50% del capitale. I legali di Nh affermano che il nucleo familiare ZanusoMarzotto ha votato con una azione di concerto, in assenza di un patto di sindacato dichiarato.

            L’ipotesi iberica non è l’unica partnership con cui i Marzotto sono chiamati a fare i conti. Il dossier Jolly è di estremo interesse agli occhi di dei vertici di Alpitour, (Ifil). E contatti sono già avviati, fra gli altri, con gruppi alberghieri come Ata Hotels (gruppo Ligresti) e Boscolo Group. L’uno e l’altro attore tende a essere protagonista nel fenomeno di consolidamento, necessario quanto in netto ritardo, nel settore alberghiero italiano. Ligresti sta sviluppando sia un network di alberghi a 4 e 5 stelle di città, sia strutture ricettive e residence destinati alle vacanze. Un modello ben integrabile a Jolly. Boscolo ha un impianto più internazionale e spinge maggiormente sulla fascia luxury, e per quanto appesantito da una rilevante massa debitoria è animato da piani assai ambiziosi. Ma l’amministratore delegato, Ugo Zanuso, non manifesta alcun entusiasmo dinanzi a un processo di fusione in cui per l’elevato indebitamento accumulato Jolly non rischia senz’altro di essere il soggetto aggregante.

            Esiste una via alternativa, rispetto all’alleanza di carattere industriale, e consiste nelle trattative istradate con vari primari operatori immobiliari in vista della cessione di alcuni alberghi. Pour parler sono stati intrattenuti, in particolare, con Zunino e Statuto.

            La tensione dei parametri finanziari del gruppo Jolly è fuori discussione. Il centro del dilemma è presto detto: la famiglia ZanusoMarzotto si dice convinta di potere procedere al risanamento con le proprie forze; i mercati sembrano poco propensi a ritenere plausibile questo scenario e piuttosto scommettono sull’ingresso di un nuovo partner. Che il socio di riferimento porti una dicitura spagnola, è da vedere. Che la ristrutturazione sia urgente lo dice chiaramente il piano strategico approvato dal consiglio di amministrazione del 9 giugno scorso. Nel documento si legge che l’obiettivo prioritario della società "è il raggiungimento, nell’esercizio 2007, del pareggio escluse le operazioni straordinarie". La frase merita di essere indagata. Il gruppo di Valdagno dispone di 45 alberghi, di cui 21 di proprietà, 18 in gestione e 6 affiliati in franchising, con un totale di 6.700 camere e presenze, oltre che in Italia, in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Usa. Il piano strategico conta di recuperare capacità locativa e fatturato a seguito del completamento di varie significative ristrutturazioni, ma soprattutto la riduzione dell’indebitamento sarà possibile mediante alienazione di immobili. Lo stock dell’indebitamento, che ammonta a circa 240 milioni di euro a fronte della recente cessione di un hotel a Bologna, è previsto in discesa a "non oltre" 150 milioni di euro tramite la vendita di altri immobili "nell’arco di 1518 mesi non escludendo il ricorso a eventuali aumenti di capitale". In questa stagione Jolly risente di un piano di investimenti che, dal 2001 al 2004, ha comportato una spesa complessiva attorno a 200 milioni di euro. Tale zavorra ha appesantito i conti: nel 2004 il fatturato è consistito in 231,9 milioni, il margine operativo lordo in 37,9 milioni, il risultato operativo in 4,3 milioni e l’ultima riga di bilancio segna una perdita di 10 milioni.

              La sfida è dunque trasparente. Se la famiglia ZanusoMarzotto non dovesse riuscire nel suo piano di risanamento, urgente e indispensabile, sarebbe facile preda. Come gli alberghi più prestigiosi di Venezia, che oggi battono la bandiera a stelle e strisce di Starwood.