All’orizzonte si affaccia un Enit numero 2

07/09/2004


            martedì 7 settembre 2004

            IL REBUS DELLA RIFORMA
            All’orizzonte si affaccia un Enit numero 2

            Il Governo sembra pronto a una virata radicale sul turismo. Di riforma dell’Enit si parla ormai da parecchi mesi e con particolare insistenza già dalla fine dell’estate 2003 allorquando apparve chiaro che il bilancio della stagione sarebbe stato ancora più pesante dopo un magro 2002.

            In numerose occasioni gli operatori hanno denunciato la difficile condizione in cui si è venuto a trovare l’ente preposto alla promozione dell’Italia turistica sui mercati esteri, con un bilancio ridotto al lumicino.

            Sembrava tutto pronto per la riorganizzazione e il rilancio dell’Enit già prima dell’estate, dopo l’intesa di massima tra le Regioni, protagoniste della politica turistica, e gli operatori privati, il cui ingresso nel vertice dell’ente avrebbe dovuto
            assicurare un nuovo slancio. Anche in Parlamento si era manifestato un largo consenso alla riforma dell’Enit. Il decreto delle Attività produttive (titolare della delega per il turismo dopo la cancellazione del ministero per referendum popolare)
            è stato oggetto per settimane di un’attesa spasmodica, ma senza esiti apprezzabili. Poi, di recente, è circolata una bozza di provvedimento che ha nuovamente scontentato tutti.

            Ma la novità dell’ultima ora sembra essere l’interessamento diretto del ministero dell’Economia, i cui tecnici starebbero alacremente lavorando al progetto di una società (non un ente) che promuova soprattutto la vendita all’estero del prodotto turistico italiano. Gli operatori sono perplessi. È possibile che, dopo una lunga
            attesa, la riforma del’Enit venga nuovamente congelata e forse neppure presa più in considerazione. Resta da vedere se e quando la nuova Spa (o Enit 2) prenderà il via. Intanto il bilancio dell’Italia turistica si appesantisce.(V.Ch.)