Allo studio una diversa tassazione delle famiglie

12/02/2004


12 Febbraio 2004

ROMA E PARIGI, SISTEMI DI WELFARE A CONFRONTO

Allo studio una diversa tassazione delle famiglie
Maroni: lavoriamo sul meccanismo del «quoziente» in stile frances

Alessandro Barbera

ROMA
Il governo sta valutando la possibilità di introdurre il cosiddetto «quoziente familiare», un meccanismo grazie al quale suddividere il reddito del capofamiglia con tutte le persone a carico abbassando l’imponibile. Il ministro del Welfare Roberto Maroni martedì è volato a Parigi per parlarne con il collega francese Christian Jacob e, in un’intervista a
Famiglia Cristiana, annuncia di aver dato incarico all’Inps di fornire i dati per valutare i costi del progetto. Si tratterebbe in buona sostanza di concedere vantaggi fiscali più consistenti alle famiglie tenendo conto del numero di componenti a carico del capofamiglia o dei coniugi.
In Italia infatti esistono gli sgravi, ma «se hai un figlio a carico e un reddito di 200.000 euro hai diritto alla stessa detrazione di chi ha un reddito più basso», ha spiegato il ministro Maroni da Parigi l’altro ieri. Il sistema francese invece è proporzionale al reddito, e si dimostra dunque «molto più moderno ed efficace perché premia in modo più puntuale le famiglie numerose».
Prima di prendere qualunque iniziativa Maroni però vuole saperne di più, e per questo si è accordato con il collega francese per dare vita a un gruppo bilaterale di studio che permetta di verificare le articolazioni, capire come funziona e i costi. Il gruppo di lavoro costituito al ministero andrà in Francia a studiare il sistema fiscale e in particolare il reddito familiare, e «dove da più di vent’anni il governo ha sviluppato una strategia di interventi organici a favore della famiglia».
Così come accade per ogni intervento a favore del welfare, Maroni sottolinea al settimanale cattolico l’esigenza del governo di valutare a fondo i costi del provvedimento. «Vorremmo fare in modo che il quoziente familiare sia effettivo per la fine della legislatura, c’è solo un problema di risorse». Per il momento quindi il ministro annuncia «una simulazione per valutare quanto costerebbe alle casse dello Stato oggi». Un incarico «che ho appena dato al presidente dell’Inps, nel cui database ci sono i dati necessari per farlo». Maroni promette i risultati «entro un mese».
Incalzato non solo sul peso del fisco sulle economie dei nuclei familiari, ma anche sulle forme alternative di assistenza alle famiglie, Maroni ha spiegato come al di là della volontà del governo conti la compatibilità dei provvedimenti nel contesto del programma di governo. E come, soprattutto, pesi l’obiettivo della riduzione delle tasse. «Il problema – spiega Maroni riferendosi agli aiuti alle famiglie – deriva dal fatto che questa linea condivisa sembra contrastare con l’altra priorità del governo, che è quella di ridurre la pressione fiscale». Insomma, la voglia di sostenere le famiglie c’è, le risorse no. Ma Maroni avanza una soluzione: «Andare a recuperare in modo significativo l’area del lavoro nero. Lì c’è un serbatoio, stimato dall’Ocse, di 400 miliardi, non milioni, di euro l’anno».
Il gruppo di studio bilaterale italo-francese non si occuperà solo di approfondire il meccanismo del quoziente familiare, ma anche i sostegni a favore della natalità e per garantire agevolazioni alle donne che vogliano occuparsi della famiglia. Questioni al centro del dibattito fra laici e cattolici, ma che preoccupano per primi questi ultimi e il Papa, che anche recentemente ha chiesto politiche più organiche a favore della famiglia. Grazie a strumenti come quello del «quoziente familiare», ha sottolineato Maroni, la natalità francese è nettamente più alta di quella italiana: 1,8 figli per nucleo familiare contro l’1,2 dell’Italia. Un tasso bassissimo, che in Europa ci vede secondi solo alla Spagna.
Esprime apprezzamento per l’iniziativa di Maroni la responsabile nazionale Udc per la famiglia Olimpia Tarzia. «È un fatto molto importante che dimostra come ci sia la volontà di riconoscere il ruolo delle famiglia italiane, che da un punto di vista fiscale sono tra le più penalizzate d’Europa». Quello del «quoziente familiare è il percorso giusto per una seria politica fiscale nei confronti dei nuclei familiari».