Allo studio i ticket per i consumatori

30/07/2003


mercoledì 30 Luglio 2003

IL GOVERNO POTREBBE CHIEDERE ALLE AZIENDE DI ANTICIPARE IL 20% DELLO STIPENDIO IN BUONI DA SPENDERE IN ESERCIZI CONVENZIONATI

Allo studio i ticket per i consumatori
Partenza in salita per il Dpef al Senato

Roberto Ippolito

ROMA
Mezz’ora di ritardo. E qualche disputa in più. Comincia così, in salita, l’esame in aula alla camera del documento di programmazione economico finanziaria. Il ritardato inizio della seduta è causato dall’assenza, alle 18, del rappresentante del governo e dalla conseguente breve sospensione dei lavori decisa dal presidente di turno Publio Fiori. Dopo le proteste dell’Ulivo, l’opposizione di centrosinistra, in un’aula deserta, il viceministro dell’economia Mario Baldassarri fa sapere di essere stato avvertito all’ultimo momento dell’imminente inizio della seduta. Ed è il presidente della camera Pier Ferdinando Casini, ricordando «quanta importanza» lui «dia al parlamento», a preannunciare un approfondimento delle cause del ritardo. Per Casini comunque si tratta di «un disguido tecnico», senza problemi di carattere politico.
Tuttavia qualche problema c’è. La maggioranza di centrodestra che sostiene il governo di Silvio Berlusconi non ha ancora messo a punto la risoluzione con la quale verrà espresso il sì al dpef. Risoluzione che conterrà le indicazioni della coalizione al governo in particolare in vista della presentazione, entro settembre della legge finanziaria per il 2004.
La scrittura della risoluzione è coordinata dal relatore Alberto Giorgetti, esponente di Alleanza nazionale. In base agli orientamenti già emersi, verrà prevista la creazione di un tavolo unico di discussione per coordinare il previsto confronto fra il governo e le parti sociali. Sullo sfondo c’è la controversa questione delle pensioni. Ma si starebbe anche affermando l’idea di invitare il governo a chiedere all’Unione europea criteri di maggiore flessibilità nell’interpretazione del patto di stabilità (gli impegni dei paesi aderenti all’euro per la politica economica).
La risoluzione potrebbe contenere anche riferimenti precisi alla definizione di regole più stringenti per l’esame parlamentare della legge finanziaria. La questione delle procedure è stata posta da Casini: per il presidente della camera non possono essere replicati «i passaggi degli anni scorsi in cui sono stati inseriti argomenti estranei che hanno determinato confusioni».
Oltre alla risoluzione della maggioranza sarà presentata ovviamente quella del centrosinistra. Il voto della camera è previsto per oggi. Parallelamente dalla commissione bilancio del senato arriva il sì al dpef che sarà espresso in aula dal relatore Cosimo Izzo, esponente di Forza Italia. Anche l’assemblea del senato si pronuncia oggi.
La maggioranza di centrodestra potrebbe sollecitare anche misure per spingere i consumi, dopo il mancato varo di un decreto legge abbozzato nei mesi scorsi. Misure che, a questo punto, dovrebbero essere previste con la legge finanziaria. In base alle indiscrezioni, sarebbe allo studio la possibilità di riconoscere ai lavoratori dipendenti una sorta di buono, un «ticket consumer» simile cioè ai «ticket restaurant», i buoni pasto dati dalle aziende al posto del servizio mensa.
Questi ticket consisterebbero in pratica in un prestito contratto dal dipendente. Le aziende anticiperebbero un quinto dello stipendio, ovvero il 20%, spendibile in esercizi convenzionati.
Sarebbe poi presa nuovamente in considerazione l’ipotesi di prorogare per l’intero 2004 lo sgravio del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, in scadenza alla fine del 2003. Dal decreto che non ha mai visto la luce erano attese anche agevolazioni per l’acquisto di elettrodomestici e mobili.
L’opposizione di centrosinistra accompagna le critiche di carattere generale al dpef con l’accusa al governo Berlusconi di non aver messo in moto le realizzazione di infrastrutture. I responsabili economici della Margherita e dei ds, Enrico Letta e Pier Luigi Bersani, il responsabile lavori pubblici della Margherita Tino Iannuzzi e il capogruppo ds nella commissione ambiente Fabrizio Vigni imputano infatti al governo di non avere aperto dall’inizio della legislatura alcun nuovo cantiere relativo alle grandi opere. E di far andare avanti a rilento i cantieri e gli appalti avviati nella precedente legislatura. L’Ulivo afferma che nonostante i «proclami ambiziosi» non è stato erogato dal governo Berlusconi nemmeno un euro, non essendo stato neanche firmato il decreto concepito dai ministri dell’economia e delle infrastrutture, Giulio tremonti e Pietro Lunardi, per rendere effettivamente disponibili gli stanziamenti. Secondo Letta, Bersani, Iannuzzi e Vigni la situazione è questa: impegni annunciati per 125,8 miliardi di euro per 220 opere, stanziamenti per 4,3 miliardi, assegnazioni per 2,4 ed erogazioni nulle.