All’Ikea il premio è «a scelta»

06/07/2011

All’Ikea arriva il premio di partecipazione "a scelta". Premio A, "classico", o premio B, con obiettivi legati alla copertura dei turni di lavoro? Con l’integrativo siglato da azienda e sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil), la multinazionale svedese introduce la possibilità di scegliere due diversi premi e affida la scelta ai lavoratori, reparto per reparto, gruppo per gruppo o negozio per negozio.

Con l’intesa, che riguarda 6.850 lavoratori e che nonostante la crisi non fa un passo indietro rispetto alla precendente in termini di diritti, il negozio e la sua rappresentanza assumono un ruolo più forte anche nella determinazione del premio che è stato fissato in 1.300 euro, ma che «a fronte di un andamento positivo degli indicatori può arrivare fino a 1.600», osserva Elisa Giovanna Chioda, labour relations and compensation and benefit manager. Il premio è composto per il 30% dal risultato economico di Ikea Italia, per il 20% dalle vendite del negozio mentre per il restante 50% si può scegliere tra il premio A e il premio B.

L’opzione A affida «la metà del premio a una rosa di indicatori scelti tra una decina di parametri classici che vanno dalla soddisfazione del cliente agli acquisti fatti con la Family card ai volumi di vendita», spiega Cristian Sesana della Filcams Cgil nazionale, mentre con l’opzione B i rappresentanti dei lavoratori decidono di optare per il modello alternativo», aggiunge il sindacalista. L’aspetto innovativo dell’accordo, osserva Chioda, è rappresentato «dal sistema del premio di partecipazione che sviluppa un maggior coinvolgimento dei lavoratori attraverso un nuovo parametro che vede la diretta responsabilità del singolo lavoratore nel miglioramento del nostro livello di servizio attraverso i rappresentanti sindacali.

A livello di punto vendita con rappresentanti sindacali vengono scelti gli obiettivi, poi vengono definite le regole di funzionamento. Il sistema prevede che l’azienda indichi in maniera trasparente quante persone sono necessarie in servizio nelle diverse fasce orarie, mentre il lavoratore in maniera volontaria sceglie il proprio orario tra quelli proposti. Tutto questo comporterà il miglioramento della soddisfazione dei bisogni dei nostri clienti e quelli dei lavoratori».

L’intesa inoltre allarga la sfera sociale, come testimoniano i 18 mesi di aspettativa con conservazione del posto di lavoro per chi si sottopone a cure salvavita, i 12 mesi in più di aspettativa non retribuita per maternità, i 2 giorni retribuiti al padre per la nascita del figlio, l’anticipo del tfr per spese inerenti lo studio per sè e per i figli, la ristrutturazione della prima casa, l’acquisto di un mezzo di trasporto, il permesso retribuito per gli immigrati per le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno per il ricongiungimento familiare, il part time ciclico.