All’Enit servono 50 milioni

09/03/2005
    mercoledì 9 marzo 2005

    pagina 13 Turismo

    All’Enit servono 50 milioni
    Lo afferma il presidente Amedeo Ottaviani alla vigilia del varo della riforma. Budget raddoppiato con il contributo regionale

      di Andrea G. Lovelock

        C’è ottimismo per l’esito della riforma dell’Enit. È questo l’atteggiamento del presidente Amedeo Ottaviani che, a margine della conferenza stampa di presentazione della borsa Ecotur, ha espresso fiducia sugli ultimi sviluppi della vicenda.

          ´Credo che l’Agenzia nazionale per il turismo possa essere la formula ottimale per rilanciare l’Enit’, ha dichiarato, ´purché si delinei in modo chiaro la sua fisionomia che, a mio avviso, deve essere quella di un ente pubblico non economico. L’ho ribadito nell’ultima riunione a palazzo Chigi, anche di fronte ai responsabili di Sviluppo Italia. Così come ho evidenziato al sottosegretario Gianni Letta e al ministro Antonio Marzano l’impraticabilità di una soluzione sulla falsariga dell’ente di promozione francese Maison de la France, perché l’Italia ha tutta un’altra configurazione turistica e deve salvaguardare non solo la marca Italia, ma anche le marche regionali.

            Eppoi l’Italia presenta regioni turisticamente forti e altre meno forti sui mercati internazionali, che necessitano del pieno appoggio di un ente promozionale realmente nazionale e ben coordinato tra regioni e imprese’.

              Ottaviani si è detto convinto del fatto che la migliore strada per il governo dell’Enit sia quella di un’agenzia nella quale le regioni possano condividere piani interregionali, di prodotto, anche attraverso un loro contributo economico diretto. ´In questo modo’, ha osservato ancora Ottaviani, ´il budget dell’Enit si potrebbe raddoppiare, con una dotazione di almeno 50 milioni di euro, e coordinare le azioni di questi piani di promozione su vari mercati esteri, con maggiore forza di prima. Intendo infine smentire’, ha concluso il presidente, ´quanto apparso su alcuni giornali: io non difendo l’Enit in quanto tale, bensì l’attività finora svolta dall’Enit, che non è stata affatto carente nei contenuti e nella tempistica.
              Certo, potremmo fare di più con risorse umane anche rinnovate e con una migliore dotazione economica. Mi auguro, quindi, che si sia davvero in dirittura d’arrivo, perché una cosa è certa: bisogna fare presto, non perdere altro tempo prezioso’.