Alleanza Nazionale occupa Sviluppo Italia

06/02/2006
    domenica 5 febbraio 2006

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    Cos� Alleanza Nazionale occupa Sviluppo Italia

      Spartite tra fedelissimi tutte le cariche che contano. I progetti che interessano i ministri �amici�

        di Roberto Rossi / Roma

          SPARTIZIONE Pi� o meno come una sezione di Alleanza Nazionale. Sviluppo Italia, l’agenzia per lo sviluppo d’impresa e per gli investimenti, controllata dal Tesoro, si � ridotta a questo. Si � ridotta a un centro di potere diventato terreno di conquista per An e per tutto il mondo che gli gira intorno. E dove non c’� spazio per chi non sia allineato. E questo a partire dal 28 ottobre scorso quando dopo mesi di rinvii e attese l’agenzia si � dotata di un nuovo presidente, di un nuovo amministratore delegato, di un nuovo consiglio di amministrazione. Il tutto targato An, almeno nelle cariche che contano.

            Come quella del presidente e dell’amministratore delegato. La prima � finita nelle mani di Stefano Gaggioli, imprenditore del mobile, ex assessore per la provincia del Lazio alla Caccia e alla pesca all’epoca della giunta Moffa, ex deputato per An, ex presidente dell’Associazione imprenditori del Lazio.

              La seconda sedia, quella di ruolo, � andata a Ferruccio Ferranti. Anche lui uomo vicino ad An che prima di dirigere Sviluppo Italia � stato l’amministratore delegato della Consip. Cos’� la Consip?

                � una societ� per azioni del Ministero dell’Economia che ha come obiettivo, si legge nel sito, quello di promuovere il cambiamento e la modernizzazione nella Pubblica amministrazione e di sostenere lo sviluppo della societ� dell’informazione in Italia.

                  Una societ� pubblica, �un supporto per l’e-procurement pubblico� secondo la definizione di Ferranti. Ma l’uomo � stato anche Direttore generale di Lombardia Integrata Servizi Infotelematici per il Territorio, societ� controllata dalla Regione Lombardia e costituita per realizzare il progetto Carta regionale dei servizi. Il suo merito, nell’era dei microchip, fu quello di aver promosso la carte dei servizi di plastica. Gaggioli e Ferranti in Sviluppo Italia hanno tagliato teste rimpiazzandole con uomini di provata fede. L’ultimo della lista a subire l’ostracismo del duo � stato Sergio Bruno, responsabile delle relazioni istituzionali, messo alla porta da un giorno all’altro, senza spiegazioni, perch� appunto di non stretta osservanza An.

                    Per uno che esce un altro che entra. Patrizio Cuccioletta, ex direttore del Dipartimento territorio della Regione Lazio, ma soprattutto ex collaboratore del ministro della Sanit� Storace, � stato nominato a capo di Italia Evolution, la societ� per ripianare i conti delle Olimpiadi di Torino 2006 e che dovrebbe gestire tutte le strutture del post evento.

                      E sui tavoli dell’amministratore delegato Ferranti e del presidente Giaggioli ci sono i fascicoli che interessano il partito di Fini. Addio prestiti d’onore per i disoccupati al sud e disco verde alla Quadrilatero spa, voluta dal viceministro Baldassarri, per realizzare un’imponente e contestata opera infrastrutturale nel suo ex collegio sul confine tra Marche e Umbria e al progetto Larga Banda nel Mezzogiorno, voluto dall’allora ministro Gasparri e seguito ora dal suo successore Landolfi.

                        Per non parlare di tutte le risorse a disposizione di Sviluppo Italia per la crescita delle imprese del settore agroalimentare, che il Ministro Alemanno ha voluto scorporare dai budget e riportare sotto il cappello del suo Ministero. Robe da Prima Repubblica.