Alle porte di Roma nascerà parco divertimenti da 600 mld

15/03/2001

Il Sole 24 ORE.com
    Il gruppo bresciano Draco lancia un maxiprogetto a Valmontone

    Alle porte di Roma nascerà parco divertimenti da 600 mld
    ROMA. Un grande centro di divertimenti con alberghi, centri sportivi ed esercizi commerciali a sud-est della capitale. Si chiama "polo turistico integrato di Roma-Valmontone", ma èstato già ribattezzato l’ Eurodisney italiana. L’iniziativa, giunta alla fase della progettazione esecutiva, richiederà 600 miliardi di investimenti. Il coordinamento fa capo al gruppo Draco, holding di partecipazioni immobiliari e nel terziario avanzato.
    Draco, come ha spiegato l’amministratore delegato Giuseppe Taini ad un incontro di presentazione alla Regione Lazio, ha avviato colloqui con potenziali soci-gestori ma resterà comunque presente nelle componenti principali: l’outlet (centro commerciale per prodotti di marca), il parco a tema e gli alberghi. Per gli investimenti si ricorrerà ad un articolato projest financing, in collaborazione con operatori nazionali e internazionali. «Le stime reddituali non sono ancora disponibili», ha osservato Taini, assicurando che successivamente verrà illustrato il business plan.
    I lavori dureranno circa 36 mesi e potrebbero iniziare già quest’anno. Il "polo turistico integrato Roma-Valmontone" si estenderà su un’area di 200 ettari. Il parco di intrattenimento assorbirà oltre la metà (320 miliardi) delle risorse finanziarie. Altri 125 saranno destinati al "polo per l’industria manifatturiera" dei prodotti di marca, 53 miliardi verranno impiegati per la ricettività e gli spazi congressuali, 17 per sport e servizi (campo da golf e centro sportivo) e 85 per le infrastrutture.
    A regime, ol "polo" avrà creato duemila posti di lavoro diretti e indiretti, escluso l’indotto. L’affluenza al solo parco a tema, attivo per 9-10 mesi all’anno, dovrebbe ammontare a 2,4 milioni di visitatori nel primo biennio e a 3,2 milioni nel settimo-ottavo anno. Secondo il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, «il progetto deve riaffermare le vocazioni turistiche regionali».

    Giovedì 15 Marzo 2001

 
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