Allarme sul Tfr

08/05/2002


La Stampa web





(Del 8/5/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
Allarme sul Tfr
L´Inps: «Un rischio trasferirlo nei fondi»

ROMA

La sorte del Tfr, prefigurata dalla delega al governo sulla previdenza, suscita allarmi ed inquietudini tra i circa 20 milioni di lavoratori privati e pubblici, ma anche tra gli addetti ai lavori. Il Ragioniere Generale dello Stato Andrea Monorchio annuncia che l´esercizio della delega potrebbe comportare, seppure in forma graduale, «il superamento dell´attuale sopravvivenza del vecchio istituto della buonuscita dei pubblici dipendenti» (che equivale in sostanza alla liquidazione dei lavoratori privati) ed è subito scontro con i sindacati. Nello stesso tempo, il presidente dell´Inps Massimo Paci segnala con preoccupazione che il versamento obbligatorio del Tfr ai fondi previdenziali integrativi dei dipendenti privati, previsto dalla delega, potrebbe creare problemi non trascurabili. Il Tfr, spiega Paci, è un ammortizzatore importante, è molto utilizzato nel corso della vita del lavoratore: «Se il Tfr viene meno come ammortizzatore, allora si faccia subito una riforma degli ammortizzatori, anzi si parta da lì come propongono le organizzazioni sindacali». Né va sottovalutata la questione dei costi che la delega porta con sé. «Si può prendere in esame – precisa il presidente – la riduzione di qualche punto di aliquota per i lavoratori dipendenti (3-5 punti, secondo la delega), però bisogna che si abbia consapevolezza dei costi. Se entrano all´Inps meno contributi, ci sono difficoltà a pagare le pensioni di oggi». Sul fronte dei costi interviene anche il Ragioniere dello Stato con riferimento soprattutto ai pubblici dipendenti. E´ necessario, avverte Monorchio, avere ben presenti gli oneri per la finanza pubblica che sarebbero determinati dalla transizione da un istituto previdenziale fondato sul principio della ripartizione (l´attuale indennità di buona uscita o fine servizio) ad una forma di salario differito come il Tfr nell´ottica di dare una spinta alla previdenza complementare.

g.c.f.