Allarme rosso per i conti pubblici

23/04/2004


venerdì 23 aprile 2004

Allarme rosso per i conti pubblici
Berlusconi chiede a Tremonti un Dpef «elettorale».
Visco: situazione grave

Bianca Di Giovanni

      ROMA Vertici ad alta tensione sui conti pubblici. Per l’intero pomeriggio di ieri Giulio Tremonti, accompagnato da Vittorio Grilli e Domenico Siniscalco, si è incontrato con Silvio Berlusconi, presenti a turno altri colleghi di governo (prima Letizia Moratti, poi Pietro Lunardi). Pare che il premier prema sull’acceleratore sul fronte del
      Dpef, che dovrà essere fitto di promesse pre-elettorali. Non solo meno tasse: magari anche ponti (di cemento armato, non festivi), strade e ore di inglese a scuola. Ma la fretta di Berlusconi (che guarda caso «cucina» il Documento di programmazione a tu per tu con Tremonti, dimenticando Gianfranco Fini e la famosa collegialità) si scontra con il braccio di ferro in atto tra il ministro dell’Economia e il Ragioniere generale dello Stato sulla Trimestrale di cassa. Tant’è che del documento sui conti fino a ieri non c’era traccia e non se ne parlerà neanche al consiglio dei ministri di oggi. E pensare che si aspetta da inizio aprile.
      Il fatto è che sull’effettivo stato delle casse pubbliche si addensano nubi sempre più fitte. Ieri l’Istat ha divulgato i dati del conto economico trimestrale, cioè i risultati di bilancio del 2003 computati sommando i quattro trimestri (calcolo non valido agli effetti di Maastricht e che non tiene conto delle operazioni di conversione del
      Tesoro – swap – che portano alcuni risparmi contabili). L’istituto conferma un deficit nel 2003 in aumento rispetto all’anno precedente: 2,5% del Pil rispetto al 2,4 del 2002. Nel quarto trimestre diminuisce il risparmio delle Amministrazioni pubbliche (saldo corrente) è quasi dimezzato rispetto al 2002, il saldo primario (saldo al netto degli interessi passivi) si ferma al 3% del Pil contro il 7% dell’anno prima. Insomma, è una frana che può trasformarsi in valanga. A pesare sono le uscite correnti, con la crescita impazzita delle spese per beni e servizi. In impennata anche le uscite in conto capitale (+90,9%), che l’anno prima erano state largamente alleggerite da cartolarizzazioni (per 6,2 miliardi) e vendite dirette di immobili (2,3 miliardi). A guardare tutte le voci del bilancio, non se ne trova una in miglioramento. E sul 2004 pesano i flop su condono edilizio e
      concordato. Fare la Trimestrale assieme alle promesse è un’impresa funambolica.
      «L’Istat conferma che i conti stanno andando malissimo – commenta Vincenzo Visco – E anche per il 2004 non c’è da rallegrarsi. La verità
      è che il disavanzo vero, cioè al netto delle una tantum, per il 2004 è superiore al 4,5% mentre comprese le una tantum sta intorno al 3,5%.
      Tant’è che il governo non riesce a presentare la Relazione di cassa».
      Numeri da brivido, che alimentano il nervosismo. Tanto che Tremonti ha addirittura scritto una lettera all’Associazione dei Comuni (Anci)
      per conoscere il costo di un’indagine statistica fatta svolgere nel marzo 2004 dall’Anci (volta a riassumere la posizione dei sindaci rispetto alla
      legge Finanziaria 2004) e sul costo degli «spazi pubblicitari» (così li definisce il Ministro dell’Economia) acquistati dall’associazione sui principali quotidiani nei quali erano riportati i dati dei tagli ai trasferimenti erariali ai Comuni, sulla base dei dati del ministero dell’Interno. La risposta del presidente Leonardo Domenici non si è fatta attendere: «Ci attendiamo pubbliche scuse».