Allarme rientrato nei supermercati «Meno tasse per abbassare i listini»

13/09/2002




13 settembre 2002

MILANO

Allarme rientrato nei supermercati «Meno tasse per abbassare i listini»


«Così si rischia di incrinare il rapporto di collaborazione con i clienti»

      MILANO – Secondo la grande distribuzione milanese, nessuno ieri ha rinunciato a fare acquisti. Il gruppo Esselunga parla di «un giovedì come tutti gli altri». Dello stesso tenore i commenti raccolti al gruppo Rinascente: «Da quando, all’inizio dell’anno, abbiamo compiuto un’operazione di riposizionamento dei prezzi al ribasso, il fatturato dei nostri supermercati è in crescita. E la giornata di ieri non ha segnato particolari battute d’arresto». Discordante è il punto di vista dell’Intesa consumatori, che a Milano vanta «una buona adesione allo sciopero della spesa», con una riduzione del numero di clienti pari al 22 per cento.
      Più che il singolo sciopero, a preoccupare i commercianti meneghini è il timore che si diffonda un clima di sfiducia verso la categoria. Seguito da un’ulteriore riduzione dei consumi. «Lo sciopero di ieri mi fa riflettere non tanto per le adesioni, che secondo le nostre fonti a Milano restano limitate, quanto perché rischia di incrinare il rapporto di collaborazione costruito in questi anni con il mondo delle associazioni dei consumatori. L’allarmismo non giova a nessuno», dice il presidente della Camera di Commercio e dell’Unione del Commercio milanese, Carlo Sangalli. Passando al caro-prezzi, secondo Sangalli «la soluzione del "premio fiscale" per i negozianti più a buon mercato è poco convincente. Certo, se venissero tolte tasse anacronistiche, tutti i commercianti abbasserebbero le spese, e quindi i prezzi».


      Ri. Que.