Allarme lavoro irregolare nel turismo

14/08/2012

CESENATICO. Stagione turistica 2012: un`estate da crisi occupazionale e di crisi dei diritti dei lavoratori.
Nel primo semestre dell`anno più della meta delle aziende del settore commercio-turismo sono risultate non in regola per gli ispettori della Direzione provinciale del Lavoro.

A lanciare l`allarme la Filcams Cgil che con il segretario Ercole Pappalardo avverte di come il settore turismo, nella stagione estiva in corso, rischi crescente precarietà e proliferazione del lavoro nero e irregolare. «La crisi economica – paventa il delegato Filcams Cgil- spinge tanti lavoratori italiani, giovani e stranieri, a subordinare al bisogno di un salario, il sacrificio delle più basilari forme di tutela».
La Cgil mette l`accento su come il sommerso assuma tante facce, alle quali non ci si deve abituare.
«Non si tratta solo del classico lavoro nero, che pur continua a essere una presenza ingombrante – spiega Pappalardo – ma anche un part-time che nasconde e sottace un tempo pienissimo, oppure un lavoro intermittente (a chiamata) utilizzato in maniera impropria. Così come finti appalti che nascondono in realtà la mediazione di manodopera». Ciò può portare a buste paga non consegnate ai lavoratori, straordinario inesistente, rarissimi riposi settimanali, orari di lavoro dall`alba al tramonto, contributi non versati, mancato rispetto delle norme sulla salute. Tutti elementi che contribuiscono, stando al sindacato, a ledere non soltanto la dignità di chi lavora, ma più spesso a metterne a rischio anche la salute e l`integrità psicofisica. «Tristezza, piuttosto che rabbia, suscitano i dati diffusi dalla Direzione territoriale del Lavoro sui controlli effettuati» chiosa la Cgil. Si parla di controlli che riguardano prevalentemente la Riviera nel corso del primo semestre dell`anno nel settore Terziario-Turismo-Pubblici esercizi.
Da questi si evince che su 224 aziende ispezionate, quelle nella quali sono emerse irregolarità sono oltre la metà: 114. I lavoratori irregolari riscontrati sono stati 330 fino a giugno, in aumento rispetto all`anno passato. Le maxisanzioni comminate per lavoro nero sono 47, mentre sono 21 i provvedimenti di sospensione. «Neanche gli annunciati interventi del governo per lo sviluppo azzardano una strategia di rilancio per il settore del turismo, che comunque produce il 10 per cento del Pil nazionale – dichiara il sindacato -. Cresce la dequalificazione professionale e diminuisce la qualità del servizio». Ce ne è anche per la direttiva europea, che dal 2016 stabilisce l`assegnazione tramite asta pubblica delle concessioni demaniali e, quindi, anche di spiagge e stabilimenti balneari sul demanio. Il recepimento della Direttiva Bolkenstein della Ue, stando alla Filcams Cgil, se da un lato potrebbe dare benefici al sistema nell`ottica di una modernizzazione, dall`altro porterebbe un rischio negli investimenti per l`ammodernamento delle strutture e quindi anche una drastica riduzione degli occupati.