Allarme insolvenza per i mutui casa

28/03/2007
    mercoledì 28 marzo 2007

    Pagina 37 – Economia

      il risparmio

        Allarme insolvenza per i mutui casa

          Sempre più famiglie non riescono a pagare la rata mensile

            I contratti oltre i 25 anni sono passati dall´11% del 2002 al 49% di quest´anno Con la crescita dei tassi in difficoltà soprattutto i redditi più bassi

              ROSA SERRANO

              ROMA – Non è ancora suonato l´allarme ma il preallerta è scattato: il numero dei contratti di mutuo non onorati è in aumento. Istituti di credito e finanziarie, che negli ultimi anni hanno visto crescere rapidamente i loro clienti per effetto del boom immobiliare, ora temono che gli insolventi superino la soglia fisiologica. I primi segnali sono arrivati dagli Stati Uniti e in Italia sono stati confermati dalle associazioni dei consumatori.

              I ritardi nei pagamenti o, sempre più spesso, la rata che salta stanno diventando sempre più frequenti da quando i tassi hanno ripreso a crescere. In quindici mesi l´interesse di riferimento è stato portato dalla Banca centrale europea dal 2 al 3,75% con un conseguente aggravio della rata che sta diventando insostenibile per i redditi più bassi che si sono regalati il sogno di una casa di proprietà.

              Le cifre di Nomisma parlano chiaro: nel 2006 è aumentato lo stock di famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate di mutuo (+5,1%). Di contro è diminuita la consistenza: il debito complessivo in sofferenza è calato del 13,8%. E i primi dati raccolti sul campo all´inizio del 2007 confermano la tendenza.

              Negli ultimi anni il peso dell´acquisto della casa è cresciuto. Nel novembre 2005 con un reddito mensile netto di 1.400 euro era possibile ottenere un mutuo trentennale a tasso variabile di 100.000 euro con una rata mensile di 450 euro. Attualmente, la rata campione si è attestata a quota 553 euro con un incremento, quindi, di 103 euro pari a circa il 7,5% del reddito del chi ha sottoscritto il mutuo.

              Stando ai grandi numeri delle statistiche le famiglie italiane non dovrebbero avere difficoltà a onorare i mutui casa. Il tasso di risparmio degli italiani pur essendo diminuito (dal 19,4% del 1994 al 10,2% del 2006), rimane fra i più elevati dei paesi con economie forti. «Tuttavia, questo non significa – rileva Luca Dondi, analista di Nomisma – che una certa quota di famiglie italiane, trovandosi in una fascia di livello inferiore a quello medio, non possa essere suscettibile di incontrare difficoltà legate alla capacità di rimborsare i debiti contratti per acquistare casa».

              Negli ultimi anni le famiglie si sono indebitate sempre più per comprare casa. Dai dati dell´Osservatorio di MutuiOnline emerge che i finanziamenti ultraventicinquennali sono passati dall´11,8% del primo semestre 2002 al 49,4% dei primi mesi di quest´anno. E´ di tutta evidenza, quindi, la corsa all´allungamento della durata del mutuo sia per attenuare la pressione delle rate sul reddito sia per ottenere un finanziamento maggiore per fronteggiare il caro "mattone". Ma in molti potrebbero aver fatto il passo più lungo della gamba.