Allarme fondi all’Enit

09/12/2002



            8 dicembre 2002


            Turismo


            Allarme fondi all’Enit

            L’ente chiede maggiori stanziamenti ma la Finanziaria prevede un taglio del 26%


            ROMA – «Sono ottimista, ma è l’ottimismo della ragione, perché non posso pensare che si voglia veramente sottrarre risorse importanti a un settore che malgrado le difficoltà internazionali continua a "tirare", a creare ricchezza e posti di lavoro. Così non riusciremo mai a contrastare i Paesi nostri concorrenti». Amedeo Ottaviani, presidente del l’Enit, è sceso in trincea e cerca faticosamente di difendere i finanziamenti 2003 per la promozione del turismo italiano all’estero, minacciando anche le dimissioni. La promozione è fortemente a rischio, perché la scure della Finanziaria non ha risparmiato neanche questo settore, prelevando una manciata di milioni che rappresentano una goccia nel bilancio pubblico, ma potrebbero seriamente danneggiare l’intero settore. Nel 2002 l’Enit aveva ottenuto 62 miliardi di lire, vale a dire 32 milioni di euro. «Quest’anno avevamo chiesto 47 milioni, ovvero 90 miliardi di lire – spiega Ottaviani – e invece ci troviamo a fare i conti con un taglio delle risorse del 26%, al punto che adesso anziché pensare a un aumento delle risorse devo augurarmi di riuscire almeno a evitare il taglio». Se l’ipotesi peggiore si dovesse verificare, il danno finanziario sarebbe anche superiore al taglio vero e proprio in Finanziaria, perché l’Enit svolge parte delle sue attività con degli accordi di programma stipulati con le Regioni, che contribuiscono con i propri fondi più o meno nella misura del 50% (oltre a quelli eventuali di privati). Il venire meno del contributo statale farebbe evidentemente mancare anche quello degli enti regionali, con un effetto moltiplicatore. «Dal punto di vista operativo, è evidente che questi accordi di programma non potranno più essere attuati, ma è in generale tutta l’attività di promozione che subirà un deciso ridimensionamento – dichiara Ottaviani – così come dovrà necessariamente subire uno stop il potenziamento della nostra rete estera, in proprio ma anche in collaborazione con Ice e Camere di commercio, con cui abbiamo stipulato delle convenzioni». «Vorremmo anche offrire maggiori servizi alle imprese, soprattutto le piccole, come workshop, ricerche di mercato e assistenza alla commercializzazione – aggiunge ancora il presidente dell’Enit – ma tutto questo rischia di restare nel libro dei sogni». A favore dell’Ente si è già espresso nei giorni scorsi il viceministro per il Commercio estero, Adolfo Urso, ricordando tra l’altro come gli altri Paesi europei si stiano muovendo in una direzione esattamente opposta al l’Italia. La Francia ha deciso di stanziare 78,3 milioni di euro, con un aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente; la Germania 39 milioni (+6%), mentre la Spagna ha messo pesantemente mano al portafoglio portando lo stanziamento 2003 a 50 milioni, con un incremento record del 9,1 per cento. In aiuto dell’Enit sono arrivati senatori di diversi partiti (da Alleanza nazionale ai Ds, passando attraverso Forza Italia), che hanno presentato degli emendamenti alla Finanziaria. Tra una decina di giorni (il testo è attualmente in Senato all’esame delle commissioni) si saprà quale successo avranno avuto i tentativi di ripristinare (almeno) la situazione iniziale. Intanto, le indicazioni dell’Ufficio italiano cambi relative ai primi nove mesi dell’anno confermano che la situazione non è drammatica, ma c’è pur sempre un calo di circa 1,2 miliardi di euro nelle entrate valutarie rispetto al 2001.
            MARTINO CAVALLI