Allarme Filcams Cgil: servono interventi urgenti per la sicurezza del reddito per affrontare i prossimi mesi

30/04/2020
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Oltre 180mila è il numero, ancora in crescita, delle richieste di accesso agli ammortizzatori sociali nei settori del commercio, turismo e servizi, seguiti dalla Filcams Cgil per migliaia e migliaia di lavoratori di attività, in molti casi, già ferme dal 23 febbraio o dai primi di marzo.

“Le persone hanno bisogno di sicurezza di reddito per affrontare i prossimi mesi” è l’allarme lanciato dalla segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, Maria Grazia Gabrielli; “l’INPS ancora non ha iniziato a liquidare l’assegno ordinario e i trattamenti di integrazione salariale ai lavoratori e, nonostante gli sforzi messi in campo, la convenzione con le banche per le anticipazioni non riesce ancora a funzionare: la mancanza di sostentamenti economici sta mettendo sempre più in difficoltà le famiglie. La piena ripresa delle attività è ancora lontana, e il rischio è quello di far scivolare le persone in uno stato di difficoltà materiale e psicologica.”

Un problema urgente che accomuna tutti i settori, ma non è il solo.
Già dai primi di aprile, la Filcams aveva denunciato l’insufficienza delle misure del Decreto Cura Italia a sostegno di alcune categorie professionali: lavoro domestico, lavoratori stagionali del turismo e dei settori afferenti, addette delle mense scolastiche.

Colf e badanti sono rimaste escluse dagli ammortizzatori sociali come abbiamo avuto modo di rappresentare nelle scorse settimane alla Ministra Catalfo: per questo auspichiamo che l’atteso “Decreto Aprile” traduca l’impegno di salvaguardare i rapporti di lavoro ed evitare i licenziamenti. “Sarebbe una discriminazione inaccettabile per chi si occupa nelle nostre famiglie del lavoro di cura e assistenza” prosegue Gabrielli specificando che per qualcuno il venir meno del rapporto di lavoro è significato anche perdere l’alloggio, in un momento di restrizione di mobilità che ha impedito il rientro nei paesi di origine.
Inoltre, sono quasi 2 milioni i lavoratori irregolari nel settore domestico e circa 150mila i lavoratori senza permesso di soggiorno a cui riteniamo sia necessario consegnare regolarizzazione.

C’è l’urgenza della proroga degli Ammortizzatori sociali previsti dal Cura Italia, soprattutto per i lavoratori delle mense scolastiche e del turismo, con alberghi, bar, ristoranti, per la maggior parte fermi già dal 23 febbraio scorso che hanno già usufruito delle 9 settimane previste dal Decreto. Per questo è indispensabile dare continuità occupazionale e di reddito con la proroga del sostegno previsto dal FIS e dalla CIGD.

Per i lavoratori a part time verticale ciclico deve essere individuata, come già posto al Ministero del Lavoro, anche una copertura per i periodi di sospensione dal lavoro, in modo particolare per le lavoratrici delle mense scolastiche durante i mesi estivi, visto che la chiusura anticipata delle scuole le ha già private di un reddito pieno.

Vista l’incertezza della fase due e la graduale “riapertura” c’è bisogno di definire misure urgenti e calibrate alle difficoltà e ai tempi di ripresa per alcune specifiche attività: il commercio non alimentare con particolare attenzione all’abbigliamento tessile gli agenti e rappresentanti di commercio che risentono delle difficoltà dei settori in cui operano. E poi, il lavoro stagionale del turismo, per il quale abbiamo evidenziato l’insufficienza dell’indennità Una Tantum, e dove c’è bisogno di prevedere una forma di ammortizzatore a copertura di una stagione turistica che non consentirà le stesse opportunità di lavoro e dove le giornate lavorate potrebbero essere inferiori e non sufficienti per avere accesso poi alla NASPI.
Tra gli esclusi del Decreto Cura Italia rimasti senza sostegno: i lavoratori di diverse cooperative di marinai di salvataggio, i contratti a termine dei parchi di divertimento e quelli definiti con contratto a termine stagionale definiti dai contratti nazionali, insieme a tutti quei lavoratori che prestano stesse attività e medesime mansioni dei lavoratori stagionali presso servizi terziarizzati, esternalizzati o in appalto.

Cosi come è necessario sostenere le famiglie, nelle prossime fasi, con la riconferma dei congedi straordinari e i permessi derivanti dalla L. 104 e, in questo ambito è necessario prevedere la corresponsione degli assegni familiari alle lavoratrici e lavoratori collocati in FIS che ad oggi ne sono privi.

Queste sono le richieste della Filcams CGIL a sostegno di milioni di lavoratrici e lavoratori dei settori del commercio, turismo e servizi, per cercare di ripartire e farlo in sicurezza.