Allarme del commercio: il crimine «fattura» il 15% del Pil

14/11/2000

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Martedì 14 Novembre 2000

Allarme del commercio: il crimine «fattura» il 15% del Pil

MILANO. I negozianti rilanciano l’allarme criminalità. Ieri Confcommercio, nel corso della manifestazione «Black day» («Giorno nero») svoltasi a Milano, ha presentato cifre da capogiro: il volume d’affari illegale in Italia avrebbe raggiunto la cifra record di 300mila miliardi e gli affari illeciti risulterebbero pari al 15% del Prodotto interno lordo. Inoltre, applicando alla «mafia Spa» nel suo complesso i criteri di valutazione di una azienda, ne scaturirebbe che il patrimonio accumulato è stimabile in due milioni di miliardi, di cui solo il 6-7% sotto sequestro e il 3% confiscato. Secondo i dati illustrati da Sergio Billè, presidente di Confcommercio, il 20% circa delle strutture commerciali e di servizi viene controllato da organizzazioni criminali insieme con il 15% delle imprese manifatturiere; in dieci anni almeno 100mila miliardi sono stati reinvestiti in attività legali. L’immigrazione clandestina è un business da 15mila miliardi l’anno.

Billè ha dunque denunciato la pesante minaccia che incombe sulle attività economiche, ha chiesto al Governo una svolta e ha sollecitato l’approvazione in Parlamento del pacchetto-sicurezza.

Il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, ha concentrato l’attenzione su contrabbando e riciclaggio. Dall’aumento dell’azione di contrasto al traffico illecito di sigarette — ha ricordato — sono stati recuperati 1.200 miliardi; il ministro ha poi criticato il ruolo ambiguo delle multinazionali del tabacco. Del Turco ha infine indirizzato un fermo monito alla Banca d’Italia, invitandola a intensificare — «finalmente» — i controlli antiriciclaggio sulle banche.

Chierchia A pag.15






Martedì 14 Novembre 2000

Confcommercio denuncia: Italia stretta nella morsa della malavita.

I ricavi criminali al 15% del Pil.
Affari illeciti per 300mila mld.
Billè: subito il pacchetto-sicurezza.
Del Turco sferza Bankitalia: faccia le verifiche antiriciclaggio

MILANO. «Basta, non vogliamo più sottostare al ricatto della criminalità che ha messo in ginocchio le città italiane, lo Stato deve riprendere il controllo del territorio». Questo il grido allarme che la Confcommercio ha lanciato ieri da Milano con la manifestazione dal tema emblematico: «Black day». Cifre da capogiro, quelle esposte dal presidente di Confcommercio alla presenza di due esponenti del Governo con importanti responsabilità sul fronte della lotta alla criminalità, i ministri dell’Interno, Enzo Bianco, e delle Finanze, Ottaviano Del Turco. E l’allarme di Confcommercio ha messo in evidenza il grave intreccio che si è determinato tra criminalità e imprese (commerciali e manifatturiere). Un allarme giunto all’indomani dell’omicidio a Napoli di una bambina nell’ambito di una feroce guerra di camorra.

Il volume di affari illegale nel complesso è di 300mila miliardi l’anno, vale a dire il 15% del Prodotto interno lordo, ha sottolineato un rapporto-denuncia redatto da Confcommercio. La criminalità inoltre vanta un patrimonio consolidato di 2 milioni di miliardi di cui solo il 6-7% è stato posto sotto sequestro e solo il 3% è stato oggetto di vera e propria confisca da parte dello Stato. Inoltre circa il 20% delle strutture commerciali e dei servizi viene controllato da organizzazioni criminali, cui si aggiunge il 15% delle imprese manifatturiere. L’immigrazione clandestina è diventata un business colossale, stimato — sempre secondo la Confcommercio — in 15mila miliardi e ha posto le basi per nuove e forti organizzazioni criminali in Italia come le «mafie» importate dalla Cina e dall’Albania. Usura e racket «valgono» almeno 45mila miliardi.

Nell’ultimo decennio nel mercato legale, in imprese e attività varie, sono stati investiti non meno di 100mila miliardi: di cui 25mila in immobili, 15mila in attività commerciali, 8mila in società di servizi, 25mila in attività prettamente finanziarie, 15mila nell’import-export, 7mila nel settore cantieri e materiale da costruzione e 5mila nelle cliniche private, case per anziani, laboratori e strutture diagnostiche.

«Il problema non è aggiungere nuove leggi ma riprendere la piena sorveglianza sul territorio», ha sottolineato Billè. «Le organizzazioni criminali diventano sempre più violente e si infiltrano ancora di più nell’economia legale». «Il nostro impegno — ha aggiunto — non si ferma qui. Continueremo a premere sul Parlamento perchè finalmente vari il pacchetto sicurezza e chiederemo che il tema della lotta alla criminalitá diventi prioritario nella prossima tornata elettorale. Tutti si aspettano una inversione di tendenza e risposte forti da parte dello Stato».

Pronta le replica di Del Turco. Il ministro delle Finanze ha innanzitutto ricordato il recupero di 1.200 miliardi dal contrasto forte al contrabbando di sigarette in Puglia. Poi ha rivolto un monito preciso alla Banca d’Italia: «Oggi non ha più la stessa quantità di impegni di un tempo, con la nascita della Banca centrale europea e la moneta unica ha visto allentarsi i propri impegni istituzionali, è possibile immaginare lo spostamento di una parte delle attività di controllo sul riciclaggio di capitali sporchi, con verifiche nelle banche». Del Turco ha poi annunciato ufficialmente l’intenzione di discuterne tra qualche giorno con lo stesso Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. «Non è possibile — ha insistito Del Turco — fare operazioni importanti di riciclaggio senza avere coperture importanti, come ad esempio banche compiacenti».

E il ministro Bianco (oggetto di pesanti contestazioni da parte del Polo per i fatti di Napoli) ha aggiunto: «Di fronte alla criminalità non solo non arretriamo ma intensifichiamo la nostra azione e la nostra presenza sia qualitativa che quantitativa; se lo scopo è spaventare, la risposta sarà invece di segno opposto». Bianco ha anche rilanciato sull’importanza dello stretto coordinamento tra le forze di polizia e le nuove tecniche e di controllo del territorio; le Conferenze sull’ordine e la sicurezza pubblica saranno sempre più aperte alla partecipazione delle categorie economiche oggetto di minacce della criminalità. Bianco ha poi messo in evidenza il ruolo-chiave che possono svolgere i Comuni.

Vincenzo Chierchia