Allarme dei Ds: previdenza complementare verso il fallimento

19/04/2005
    martedì 19 aprile 2005

    Allarme dei Ds sui tempi-tartaruga
    Il governo non fa nulla:
    previdenza complementare verso il fallimento

      Felicia Masocco

      ROMA Qualcuno ha visto la previdenza complementare? La riforma delle pensioni Maroni-Berlusconi è in vigore dal 6 ottobre, il governo la fece approvare a colpi di fiducia spiegando che era più che mai necessario e urgente che i lavoratori vedessero finalmente decollare il «secondo» e il «terzo» pilastro, fondi pensione e assicurazioni, a integrazione del primo pilastro, ovvero la previdenza pubblica. Sono passati mesi e tutto tace se si esclude il tentativo del Welfare di abbozzare un decreto attuativo sulla governance che affidava ampi poteri di controllo sui fondi alla Covip mentre a Montecitorio i deputati della Cdl glieli toglievano emendando il provvedimento sul risparmio. Un bel pasticcio dal quale ancora non si è usciti. L’allarme sui tempi-tartaruga è stato lanciato ieri dai Ds nel corso di un convegno dedicato proprio alla previdenza complementare. In sintonia con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il responsabile Lavoro, Cesare Damiano, ha parlato di «ritardi preoccupanti», «non c’è ombra di decreti attuativi – ha spiegato – è forte il rischio di uno scivolamento addirittura in autunno». Allarme-tempi, dunque, fermi restando tutti i punti di dissenso dei Ds verso la controriforma previdenziale pronti a diventare emendamenti se e quando i decreti arriveranno in Parlamento. Per i Ds è un errore «isolare» la previdenza complementare, prenderla come fatto a sé rispetto alla previdenza complessivamente intesa.
      «Se non vogliamo che la spinta innovatrice delle riforme degli anni 90 perda il suo slancio e venga compromessa dalla controriforma – ha continuato Damiano – occorre che il centrosinistra sia in grado di produrre una forte innovazione». Occorre stabilire un legame con l’attuale mercato del lavoro, altrimenti i giovani che oggi hanno un’occupazione discontinua e precaria domani saranno pensionati poveri, e includere anche questi giovani nel sistema «complementare». Nelle linee-guida della Quercia c’è poi il recupero – nel sistema contributivo – di elementi di solidarietà a favore dei più deboli da saldare con nuovi ammortizzatori sociali. Al convegno sono intervenuti anche Adriano Musi vicesegretario della Uil, Pierpaolo Baretta e Morena Piccinini delle segreterie Cisl e Uil. Tutti hanno espresso preoccupazione per come si sono messe le cose «il problema dei tempi è allarmante – ha affermato Piccinini – i lavoratori navigano nell’incertezza. Restiamo in attesa di una convocazione al Welfare, ma prima dovrebbe essere modificato il provvedimento sul risparmio e non sarà facile». Anche per Baretta «si rischia di perdere il 2005 in una sorta di disinteresse che preannuncia il fallimento della previdenza complementare».