Allarme degli industriali sull’emergenza sommerso

26/02/2002





Allarme degli industriali sull’emergenza sommerso
(NOSTRO SERVIZIO)

NAPOLI – Assumere immigrati? Ma ci sono i nostri disoccupati! Gli imprenditori campani non si scaldano troppo se discutono del Ddl del Governo sulla immigrazione verso il via libera del Senato. Non sono preoccupati per l’introduzione di norme restrittive sull’ingresso in Italia di lavoratori extracomunitari. Perch� sanno di poter trovare facilmente manodopera tra i giovani della regione. Salvo per� in alcuni comparti: come quello agricolo o del turismo, dove per� c’� pi� richiesta di lavoro stagionale che di quello a tempo indeterminato. Gli imprenditori agricoli e del turismo sono su tutte le furie, pi� per il decreto sui flussi che alla Campania ha assegnato quota zero, che per il Ddl Bossi-Fini. �In Campania non � difficile reperire un lavoratore generico o un manovale – spiega Sergio Fedele, presidente della Piccola Industria dell’Unione industriali di Napoli – perch� abbiamo tanti giovani disoccupati. I nostri problemi sono di altra natura: � difficilissimo, a esempio, trovare personale dotato almeno di una formazione di base. Se trovassimo immigrati con un addestramento minimo, direi ben vengano!�. Gli operai e i tecnici specializzati sono tanto richiesti, al punto che le imprese ne vanno a caccia in Italia e all’estero. Fedele racconta di una recente missione degli industriali di Napoli in Tunisia, servita anche ad avviare una ricerca di questo tipo. �Ma c’� un altro fenomeno che ci preoccupa molto – aggiunge Fedele -. Le nuove piccole imprese che gli immigrati stanno costituendo nel Centro-Nord, spesso sommerse, fanno concorrenza sleale alle societ� del Sud�. In altre parole la preoccupazione pi� diffusa riguarda il dilagare del sommerso e del lavoro nero. Si teme fortemente che le restrizioni del Governo sull’immigrazione finiscano per incentivare forme di occupazione irregolare. La Campania � una meta storica dei flussi di immigrati. Negli ultimi mesi la condizione degli extracomunitari, gi� presenti nella regione, � diventata pi� precaria, perch� � stato bloccato il rinnovo di circa 4mila permessi di soggiorno, secondo i calcoli della Cgil regionale. In altre parole esiste una grande sacca di clandestini che potrebbe, in mancanza di altro, offrirsi al lavoro nero. �Ho profondo rispetto per persone che provengono da Paesi lontani – dice Antonio Paravia, presidente dell’Assindustria di Salerno – ma devo rilevare che nelle nostre zone non abbiamo bisogno del loro lavoro. Almeno dell’industria. Anzi serve di legalit�. A questo proposito ricordo che abbiamo ingaggiato una battaglia per favorire l’emersione�. Ma fuori dal coro, anche in Campania, si registrano voci che invocano una maggiore apertura agli immigrati. Il mondo agricolo � in allarme. Vito Amendolara, presidente della Coldiretti annuncia: �Abbiamo deciso di presentare agli uffici del lavoro le richieste di assunzioni di immigrati. Ingolferemo il sistema, ma almeno sar� chiaro che ne abbiamo necessit�. Intanto da Benevento, il neo eletto presidente degli industriali, Costanzo Jannotti Pecci, a capo della societ� che gestisce le Terme di Telese, descrive una situazione diversa dal resto della Campania: �La provincia di Benevento ha una densit� demografica inferiore rispetto ad altre aree della Regione e, negli anni passati, una gran parte dei giovani ha trovato lavoro nel pubblico impiego. Oggi – aggiunge – � difficile reperire manodopera per lavori pesanti in agricoltura e anche nel turismo. Fatichiamo molto a trovare facchini, o personale per le pulizie di alberghi, parchi, giardini. Abbiamo decisamente bisogno di lavoratori immigrati�.
Vera Viola

Marted� 26 Febbraio 2002