Allarme debito pubblico

13/11/2002


 
MERCOLEDÌ, 13 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 2 – Economia
 
Allarme debito pubblico
 
Dato record a settembre. Scatta il decreto blocca-deficit
 
 
 
Crescita del 4,1 per cento rispetto ad un anno prima
Calano del 2,5% le entrate fiscali
Piano del Tesoro per ridurre la quota di Btp nel portafoglio della Banca d´Italia. Berlusconi: "Terremo botta"
Crolla l´Irpeg che perde il 14,1%. Meglio l´andamento di Irpef e l´Iva
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – Scatta l´emergenza debito. Ieri i dati della Banca d´Italia hanno indicato un nuovo record della crescita del debito pubblico che ha raggiunto nel settembre scorso la considerevole cifra di 1.386 miliardi di euro, con una crescita rispetto a dodici mesi prima del 4,1 per cento e di circa 800 milioni di euro nei confronti di agosto. La notizia giunge a ventiquattr´ore dal via libera della Camera alla legge Finanziaria 2003 in contemporanea con un altro dato negativo che riguarda l´assetto dei nostri conti pubblici: le entrate fiscali, pubblicate ieri dal Tesoro, sono scese del 2,5 per cento nei primi nove mesi dell´anno registrando un calo di 5,7 miliardi di euro. Vero e proprio crollo dell´Irpeg che ha lasciato sul terreno il 14,1 per cento degli incassi, delle imposte sulle plusvalenze (-38,4 per cento) mentre l´Irpef (+1,2 per cento) e l´Iva (+2,7 per cento) hanno «tenuto» con un certo affanno.
La situazione è oggetto di febbrile attenzione da parte governo anche se ieri Silvio Berlusconi ha commentato ricorrendo a toni rassicuranti: «Ci stiamo attrezzando, stiamo pensando di adottare tutti gli strumenti possibili per tenere botta, non è una situazione che riguarda solo il nostro paese». Già lunedì tuttavia, dopo l´approvazione della Finanziaria, il consiglio dei ministri ha dato il via libera al ministro dell´Economia Tremonti per mettere in moto i meccanismi del decreto blocca-deficit approvato dal Parlamento nelle passate settimane. Il decreto, che le Camere hanno parzialmente «addolcito» conferisce tuttavia al Tesoro ancora «poteri speciali»: in caso di «scostamenti rilevanti» di debito e deficit, come sta avvenendo oggi, può chiudere i rubinetti delle spese dei ministeri e degli enti e può mettere in moto per un meccanismo di allarme in caso di leggi di spesa che esauriscono la propria dotazione finanziaria.
Il debito rischia quest´anno perlomeno di rallentare il ritmo di rientro: nel 2001 infatti è stato pari al 109,8 per cento del Pil mentre per quest´anno l´obiettivo del governo è di ridurlo al 109,4 per cento. Tuttavia un centro di ricerca che fa capo al governo come l´Isae già stima per il 2002 un livello del 109,7 per cento. Sul debito pesa direttamente inoltre il ritmo di incremento del fabbisogno che in ottobre era salito a quota 49,2 miliardi, 11 in più rispetto all´anno precedente.
Per questo motivo il Tesoro sta pensando ad una operazione di emergenza, una sorta di «swap», che coinvolga la Banca d´Italia. Tremonti ha proposto a Fazio di convertire una quota di Btp per 41,8 miliardi di euro, con scadenze 2001 e 2044, che rendono a Via Nazionale l´1 per cento (in mano alla banca centrale dai tempi della chiusura del conto corrente di tesoreria nel 1993) in nuovi titoli trentennali per 20 miliardi con una cedola più elevata, pari al 5 per cento. L´operazione, se Fazio sarà d´accordo, consentirà di ridurre il debito pubblico di 22 miliardi di euro, circa 2 punti percentuali, e di proseguire nel processo di rientro ma naturalmente peserebbe sul defict la maggiore spesa per interessi.