Allarme copertura dal Senato: correttivi in bilico

09/02/2004


        Sabato 07 Febbraio 2004

        Riforma/I punti critici


        Allarme copertura dal Senato
        Correttivi in bilico
        LI.P. M.ROG.


        ROMA – La maggioranza insiste su una proposta alternativa, il Parlamento fa le pulci sulla copertura della riforma previdenziale, il Ragioniere dello Stato avverte che l’andamento demografico e l’aumento dell’aspettativa di vita impone un intervento anche a fronte della spesa sanitaria. Sull’altro fronte, il sindacato dopo l’incontro del disgelo tra i leader di Cgil e Cisl, cerca un’alleanza nell’incontro di lunedì tra i tre segretari generali e nella riunione delle segreterie confederali di martedì. L’ottimismo – insolito – del segretario generale della Cgil mostra che il tentativo di non dividersi è davvero in corso. «Martedì speriamo di trovare una proposta unitaria. Il Governo prende tempo, credo che il sindacato debba far valere la sua voce, la sua iniziativa», ha detto Epifani che ha rilanciato l’ipotesi di far slittare tutto al 2005. «Converrebbe a tutti – ha detto il leader Cgil – dire che si rinvia, così come previsto dalla legge, al 2005 la verifica dei conti previdenziali».
        Ieri intanto, sulle pensioni è intervenuto anche il Ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli che – in occasione dell’ultimo numero della rivista Labour – ha posto l’attenzione sulla sostenibilità finanziaria del nostro sistema di welfare. L’andamento demografico, cioè la bassa natalità ma anche l’aumento dell’attesa di vita, creano la necessità di affrontare il tema dell’incremento della spesa non solo previdenziale ma anche sanitaria. «Oggi – ha detto Grilli – il peso della spesa pensionistica sul Pil è del 14,5% e per il 2033, senza correzioni, aumenterà di circa 1,5 punti percentuali; se si aggiunge la spesa sanitaria, si arriva a 3,5 punti». Aumenti che, senza interventi «non sono sostenibili». Il Ragioniere generale dello Stato ha anche ricordato che negli ultimi 5 anni «il deficit delle amministrazioni centrali si è ridotto di 0,5%, mentre quello locale è aumentato di un punto circa, il 95% di questo incremento si deve alla spesa sanitaria».
        Sul versante parlamentare, la lista di nodi da sciogliere per correggere la delega Maroni (gradualità, uso del Tfr, decontribuzione) si allunga: secondo la commissione Bilancio del Senato esiste anche un problema di "copertura". Nella proposta di parere messa a punto dal presidente della Commissione, Antonio Azzolini (Fi), si sottolinea che la copertura finanziaria della riforma va rivista perché alcune delle deleghe previste comporterebbero oneri aggiuntivi: liberalizzazione dell’età pensionabile; sviluppo della previdenza complementare; emersione dal sommerso; totalizzazione dei periodi assicurativi; "agevolazioni" per lavoratrici madri e soggetti impiegati in mansioni usuranti. La proposta di Azzolini è prevedere che gli eventuali oneri siano "agganciati" alla legge Finanziaria e che i decreti attuativi della riforma siano emanati solo dopo lo stanziamento delle risorse.
        Quanto ai correttivi alla delega, martedì dovrebbe essere la giornata decisiva visto che al Senato è fissato un vertice di maggioranza. L’ipotesi più gettonata è una modifica su quattro punti: silenzio-assenso per l’uso del Tfr; eliminazione o rinvio della decontribuzione; quota 96 nel mix tra età anagrafica e contributiva al posto del vincolo dei 40 anni di contributi dal 2008. Un ricorso quello a quota 95-96 considerato opportuno anche dal viceministro Baldassarri, secondo cui è possibile «valutare manovre più morbide rispetto allo scalone del 2008».