Allarme concessionari: vendite auto a picco

02/11/2010

Ipotesi sul «piano B» del Lingotto: senza «Fabbrica Italia» si punta su Usa, Polonia e Serbia
Federauto: Fiat giù a ottobre del 39,5%, gli altri marchi in calo del 23%

MILANO — Mercato auto, cronaca di un crollo annunciato. Come previsto, ottobre si prefigura come un mese nero per le vendite di auto in Italia. I dati ufficiali arriveranno questa mattina dal ministero dei Trasporti, ma i concessionari, quelli che con la domanda reale si misurano ogni giorno, rilanciano l’allarme: dopo il warning di domenica, in cui annunciavano un possibile calo complessivo del 29% rispetto all’ottobre 2009, ieri le stime di Federauto (la federazione che raggruppa i concessionari di tutte le marche) hanno individuato, in particolare, uno scivolone del 39,5% per le immatricolazioni del gruppo Fiat (Fiat, Alfa Romeo e Lancia), contro una flessione del 22,9% prevista per le case straniere.
Con l’onda lunga della crisi che continua a pesare, per il settimo mese consecutivo i dati mensili evidenziano un trend negativo: se tutto andrà bene il 2010 si chiuderà poco sopra 1 milione 900mila veicoli immatricolati, circa l’11% in meno rispetto ai volumi dello scorso anno.
Secondo Gian Primo Quagliano direttore del Centro Studi Promotor, «le stime, sono verosimili perché il mercato sta andando molto male da quando, in aprile, sono finiti gli incentivi alla rottamazione. Sono dati peggiori rispetto ai mesi precedenti, ma anche questo non rappresenta una sorpresa perché in ottobre le case hanno deciso di fare meno "chilometri zero", hanno quindi pensato di non utilizzare questo strumento che serve per migliorare le quote di mercato».
Va anche detto, aggiunge Quagliano, che il confronto viene fatto «con un mese dello scorso anno che era particolarmente positivo, in quanto gli incentivi varati il 7 febbraio 2009 avevano inciso fortemente nella seconda metà dell’anno, in particolare nell’ultimo trimestre».
In questo quadro i concessionari ribadiscono la richiesta di un incontro urgente, peraltro già avanzata, con il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Il riferimento agli incentivi sembra d’obbligo. E va ricordato, al di là del rifiuto categorico finora ufficialmente dichiarato dal governo su questo tema, che la minacciata sanzione da 1 miliardo e 500 milioni di euro da parte della Commissione europea per la mancata osservazione dei valori limite di Pm10 imposti da una precisa direttiva Ue (la 2008-50-Ce), potrebbero spingere l’esecutivo a incentivare con nuovi aiuti economici le vendite di auto ecologiche. L’argomento è in discussione da fine settembre al Tavolo per la mobilità che il ministero dell’Ambiente ha avviato per trovare una risposta valida alle richieste pervenute da Bruxelles.
Intanto Automotive news rilancia il «piano B» dell’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne nell’eventualità il progetto Fabbrica Italia «dovesse deragliare a causa della mancata cooperazione dei sindacati»: la produzione in Polonia e in Serbia sarebbe aumentata, mentre la produzione della futura berlina compatta nata dalla collaborazione tra Lancia e Chrysler, oltre che della nuova Alfa Romeo Giulia, sarebbero spostate negli Stati Uniti.